Firenze, ristorazione: tre rinvii a giudizio per autoriciclaggio

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    Firenze, ristorazione: tre rinvii a giudizio per autoriciclaggio
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    Associazione a delinquere finalizzata all’autoriciclaggio: con questa accusa la procura di Firenze ha rinviato a giudizio tre imprenditori molto noti nel settore della ristorazione del capoluogo toscano. 

    Il metodo era di quelli facili facili ma anche molto redditizi: non registrare una parte cospicuo degli incassi e riutilizzabili per nuovi investimenti commerciali o immobiliari oltre che per spese voluttuarie private. Alla fine la Procura ha ricostruito un flusso di denaro illecito pari a 3 milioni e 750 mila euro. Soldi distratti dalla società e utilizzati per quote di altri esercizi fi ristorazione o appartamenti, di cui uno almeno Dubai, gioielli oro e finanche una Ferrari, essa stessa pagata parte al nero. 

    Tre le persone per cui la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per tre persone, due cittadini albanesi e un fiorentino: Eluet Kamami, Alessandro Bigi, e il nipote di costui Samir Houjeiri.


    Assolti invece gli altri indagati,  i camerieri e un dipendente che gestiva la contabilità. Kamami ha chiesto il patteggiamento per 1 anno e 8 mesi.  Ora sarà il gip a decidere se concederlo o meno. gli altri due imputati invece al momento niente. 

    Caduta l’accusa di distrazione illecita per mancanza di querela di parte.
    Infine da notare che l’appartamento a Dubai era di proprietà della moglie del ex calciatore Pjanic, che ha svolto anche il ruolo di mediatore dell’acquisto per una somma vicina al mezzo milione di euro, ma che tuttavia non è indagato..