Ex OGR di Porta al Prato, parte la petizione per la restituzione dell’area alla città

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    Ex OGR di Porta al Prato, parte la petizione per la restituzione dell'area alla città
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    Un gruppo di cittadini, abitanti del centro storico e proprietari dei palazzi più prestigiosi, hanno presentato in Palazzo Corsini un appello alla sindaca di Firenze per chiedere la restituzione alla città delle ex Officine Grandi Riparazioni.

    Difficile definirli. Si tratta di un gruppo di cittadini. Abitanti del centro storico di Firenze. Proprietari dei palazzi più prestigiosi della città. Dai cognomi importanti ed altisonanti: i Corsini, i Rucellai, i Pucci, i Pandolfini, per intenderci. Loro portavoce è Roberto Budini Gattai, architetto, già docente di Urbanistica, già candidato alle amministrative di qualche anno fa con Potere al Popolo. Si presenta come parte del laboratorio “perUnaltracittà”. La meglio nobiltà cittadina che non si ritrova alla Casa del Popolo di San Niccolò come i compagni di “Salviamo Firenze”, ma in palazzo Corsini. Noblesse oblige. Eppure i contenuti sono gli stessi. La petizione che hanno presentato chiede alla Sindaca di Firenze Sara Funaro ed alla Assessora all’Urbanistica Caterina Biti di trovare il modo di restituire alla città quell’area di circa otto ettari delle ex Officine Grandi Riparazioni (OGR) di Porta al Prato. Per sottrarre quell’area ad un futuro che sembra ineluttabile, ovvero diventare una ennesima cittadella del lusso appena fuori il centro storico; per evitare di perdere venti ettari di verde pubblico a causa della conseguente strada che sarà costruita lungo il Fosso Macinante. E soprattutto per creare “un vero e proprio – scrivono nella petizione – Kulturforum [su modello berlinese, n.d.r.] dove al Teatro del Maggio e alla Leopolda si aggiungano un parterre vegetale, disegnato ed alberato per manifestazioni che alleggeriscano le piazze del centro”. Dunque un vero e proprio baricentro della Grande Firenze, tutto pubblico e tutto vocato alla cultura. Una proposta forte che andrebbe in netta controtendenza. Un progetto ambizioso e a suo modo rivoluzionario, capace di invertire un percorso che in città sembra già essere arrivato ad un punto di non ritorno.

    L’appello è stato firmato da