Cosa e’ successo? Il Palazzo e il Popolo. Un podcast a rischio populismo sulle prossime elezioni fiorentine – 10 febbraio 2024

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    Cosa e' successo? Il Palazzo e il Popolo. Un podcast a rischio populismo sulle prossime elezioni fiorentine - 10 febbraio 2024
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    COSA È SUCCESSO? Storie e voci per capire quello che accade.

    Il Palazzo e il Popolo. Un podcast a rischio populismo sulle prossime elezioni fiorentine

    di Raffaele Palumbo

    UN PODCAST DI CONTRORADIO.

    Il Podcast di Controradio “Cosa è successo?” è ascoltabile il sabato alle 13:15, in replica la domenica alle 17:10 sulle frequenze di Controradio (93.6, 98.9, DAB+), in streaming su controradio.it, sulla app CONTRORADIO e su SPOTIFY.

    Trascrizione ottenuta con procedimento automatico

    [Speaker 1]
    L’8 e il 9 giugno si voterà per le elezioni amministrative in molte città italiane. In Toscana, quelle più numericamente rilevanti si svolgeranno a Prato, a Livorno e a Firenze. Un test molto importante, anche se siamo soliti distinguere tra il peso politico delle amministrative e il peso delle elezioni politiche nazionali.

    Fatto sta che, ad esempio, la segretaria del Partito Democratico, Elislain, ha detto che se il PD perde Firenze, allora lei si dimetterà. Poi ci sono anche le elezioni europee, importantissime anche queste, che ci renderanno parte di quei 4 miliardi di persone che dall’India alla Russia andranno al voto nel 2024. Metà dell’umanità voterà quest’anno spostando, cambiando e stravolgendo equilibri planetari.

    Cosa è successo? Storie e voci per capire quello che accade. Mi chiamo Raffaele Palumbo e questo è Cosa è successo, il podcast di Control Radio.

    Questa puntata si chiama Il Palazzo del Popolo, un podcast a rischio populismo sulle prossime elezioni fiorentine. Se pensiamo a Firenze, stiamo cercando di seguire tutto quanto sta accadendo giorno per giorno, presentazione per presentazione, candidato per candidato. Non è facile, si aspetta il travaglio del centrodestra, mentre a sinistra tra la candidata di Italia Viva, quella del PD, quella fuoriuscita dal PD, quello più di sinistra, quell’altro di una sinistra più inclusiva, quell’altro ancora di una sinistra di lotta e di governo e poi le altre liste, spesso non facilmente collocabili, come dicevamo, insomma non è facile.

    E allora ci siamo fatti una domanda, non senza la consapevolezza di un certo rischio populismo intrinseco nel compiere un’operazione del genere, ma ai fiorentini, ai cittadini, alla famosa gente, quanto è arrivato di tutto questo gigantesco dibattito finora? Per qualche giorno abbiamo battuto strade e mercati e quello che segue è quanto è venuto fuori. Allora, lei lo sa che noi in primavera andiamo a votare?

    Sì, certo che lo so. Ma per cosa andiamo a votare? Andiamo a votare, ci sono le regionali e in primavera, certo, ci sono le regionali, le comunali, ci sono tante elezioni, anche per l’Europa, certo, per l’Europa è che è più importante.

    Ce l’ha qualche nome di candidato, lei che le è rimasto, chi è che è candidato al sindaco a Firenze? Eh, c’era… oddio, adesso mi…

    oddio come si chiama, il nome mi sa l’età… eh, dammola, dammola, dammola. Non lo so, il PD, chi è candidato?

    Il PD, chi è candidato? Candidato… ah, ma…

    lì non mi viene il nome, lì. Ma invece a destra che sta succedendo? A destra non lo so, guarda.

    Io non li voto, quindi… Senta, ma lei da cittadino di cosa avrebbe… se io fossi un candidato, lei cosa mi chiederebbe?

    Che cosa voglia che gli chieda? Lei che bisogna? No, bisogna…

    guarda, tutti i servizi, quelli sono… ospedale, punti di… Sì, voglio dire, io vengo da un paese, vengo dalla Calabria, cioè 50 anni che sono qua, vado a un paese in Calabria, c’ho tutti i miei, eh…

    Che cosa mi deve chiedere? Montanare che fa la sua lista, no? L’undici…

    Agosto. Luglio, Agosto, la liberazione di Firenze… Liberare la cosa?

    Che deve liberare? Cioè, se uno scompiglio, si… e alla sinistra si sparpaglia, va di qua, va di là, non si capisce mai.

    E va a finire che gli danno le mani in mano alla città, alla Lega, alla destra, questa destra becera… Lei sa che in primavera si va a votare? Sì, lo so che si va a votare.

    Per cosa? Non lo so, non l’ho più seguito volontariamente perché… hanno fatto di tutto per far disinnamorare la gente, perché non stanno con il popolo, vivono dentro un palazzo, sono chiusi là e la vita reale è una e loro stanno su Marte, per cui non ho nessun rapporto di fiducia nei confronti di nessuno.

    Anche perché per quanto uno vada a votare, poi non rispetta la decisione del voto della persona che uno ha votato e mettono a capo di qua e di là chi vogliono loro, per cui noi siamo sempre in balia di nessuno, di uno che uno non conosce personalmente e che ha votato. Lei quindi non andrà a votare? No, no, di sicuro no, mi sono disinnamorato.

    Anche se le chiedo nomi di candidati, lei non… No, perché volutamente ho voluto spengere l’interruttore per un po’ e guardarmi un po’ attorno e cercare di capire cosa stanno combinando, però ora non mi interessa la questione. Cosa chiederebbe alla politica, se potesse farlo con una politica capace di risponderle però?

    Sì, cose semplicissime, il tessuto sociale, per quanto ci riguarda qua a Firenze la viabilità del traffico, servizi sanitari un po’ più veloci nell’organizzazione, le cose basiche della scuola, le solite cose che ripetono da anni loro che fanno e siamo sempre fermi al palo. Lei lo sa che si andrà a votare in primavera? Sì.

    Per cosa? Scusi, in realtà sono abbastanza in ritardo.

    [Speaker 2]
    I can’t understand you enough.

    [Speaker 1]
    I don’t speak Italian. Voi sapete che ci sono delle elezioni in primavera? Sì.

    Che elezioni ci sono?

    [Speaker 2]
    No, meglio non dire questo. Però lei non mi può fare esprimere, perché se mi esprimo…

    [Speaker 1]
    Non si esprima, semplicemente, come dire, ci sono le elezioni del sindaco. Conosce qualche nome di candidato?

    [Speaker 2]
    Allora, non conosco… Sì, so del ex direttore degli uffizi, Smith, che non lo voterò, non voterò neanche il candidato del PD e non vado a votare perché non mi riconosco in nessuno dei due candidati.

    [Speaker 1]
    Ma che cos’è che l’ha, come dire, fatta allontanare così dalla politica? Lei che esigenze ha che sente che la politica non risponde?

    [Speaker 2]
    Vuole sentire, io credo che la politica non esista più da un punto di vista ideologico per come la vedo io. Adesso è diventata, non esiste più la destra, la sinistra, ma esiste il potere e quindi non mi ritrovo in questo.

    [Speaker 1]
    Ma lei lo sa che si va a votare? Certo che lo so che si va a votare. Ma che si va a votare?

    Perché uno mi ha detto addirittura le regionali, cosa che non è vera. No, che regionali? No, no, ma io voglio interviste.

    Mi dica solo se andrà a votare oppure no.

    [Speaker 2]
    Certo che va a votare.

    [Speaker 1]
    Ah, va a votare.

    [Speaker 2]
    Lo so anche cosa.

    [Speaker 1]
    Ma comunque un po’ di dibattito, a lei le è arrivato sì o no, questo vorrei capire. No, non mi è arrivato nulla, però io so già. Che io sto cercando di capire è se le persone stanno seguendo il dibattito sulle amministrative, sulle europee, oppure se questo dibattito si svolge nei grandi palazzi, poi vengo qui e nessuno ne sa niente, che mi sembra un problema grave il fatto che io qui domando e nessuno dice boh, babi.

    Lei per tutto sa che si va a votare? Certo. Eh, benissimo.

    Per cosa si va a votare? Le elezioni europee, per il Parlamento. E anche per le amministrative?

    E le amministrative. Lei per esempio qualche nome di qualche candidato lo conosce? Qui a Firenze sì, e c’è la voglia che le…

    Dunque, l’erede dovrebbe essere Di Nardella, e la… come la si chiama? Fonaro.

    Poi c’è la Derre, poi c’è la Susanna… come la si chiama? Quell’altra…

    ora non mi viene… che si sono dissociate dal PD e poi aspettiamo il candidato della destra, poi ci sono altre liste. Certo.

    Ci metta. Quindi è inutile che io le chieda di apparentamenti se Italia Viva deve stare col PD, non deve stare col PD? Non le interessa nemmeno forse?

    No, fondamentalmente forse alla mia età non ho visto tante chiame di tutte queste cose che fanno nei palazzi. Mi interessa poco. Ma lei di cosa avrebbe bisogno?

    Di più, diciamo, ordine, più polizia, meno gente, meno delinquenza, perché ora è aumentata. E poi sai, per il resto sono gli amministratori che decidono che fanno, poi tutto lì. Di spazi vivibili un po’ di più per i fiorentini, di piazze, di non dovere per forza andare a un tavolino a prendere una birra e pagarla 15 euro, che ci sia anche un po’ di possibilità per chi ci vive bene, turismo un po’ meno massificato, sì un po’ meno mangi-fisci però anche posti per i fiorentini.

    Ma lei la campagna elettorale la sta seguendo? Qualche nome di candidato?

    [Speaker 2]
    No, devo dire la verità, sto seguendo poco io, sto seguendo poco.

    [Speaker 1]
    Ma la sta seguendo poco lei o è la politica che non viene da lei? Sono molto disinteressata alla politica in questo periodo. Penso che il politico sia il personale, ecco, il resto lo delegato.

    Cerca di vivere in modo personale, in modo più corretto possibile, perché sennò non ho più fiducia nella politica. Purtroppo è una politica standard, è una politica insomma, non è politichese. Controradio accesa, via!

    Controradio accesa, vedi? Lei che pensa?

    [Speaker 2]
    Dipende dal fatto che secondo me la gente legge meno i giornali, guarda meno la televisione, ma soprattutto guarda quelli speciali che vengono fatti, specifici su questi argomenti. Le informazioni generali sono un po’ di tutti ma sono più leggere, vanno appuntare su cose diverse da quelle che poi riguardano la politica più intima, diciamo.

    [Speaker 1]
    O comunque dei territori, dei problemi territoriali.

    [Speaker 2]
    Dei problemi territoriali, esatto. Allora, lì secondo me si distingue tra le televisioni e le radio locali, che allora affrontano i problemi locali, e le cose invece nazionali, che invece si perdono.

    [Speaker 1]
    Ma lei ha qualche nome di candidato qui a Firenze, a sindaco o a sindaco?

    [Speaker 2]
    Devo dire che avrei difficoltà a decidere chi votare, ecco. So chi sono le due donne in Lizza, i loro passati magari così, perché magari ne abbiamo parlato tra amici a volte così, però avrei difficoltà serie a decidere su cosa orientarmi.

    [Speaker 1]
    Ma lei andrà a votare comunque quando si perde l’Europa?

    [Speaker 2]
    Eh sì, certo andrò a votare, sono sempre andata, anche se sempre più con difficoltà, devo dire la verità. Un po’ perché magari io negli anni mi sono un po’ allontanata, per motivi anche personali, di figli, dei piccoli, lavoro, è un po’ per fatica anche, affaticamento.

    [Speaker 1]
    Ma un problema delle nostre città, come dire, se fosse lei il sindaco?

    [Speaker 2]
    Se dovessi, lavorandoci direi, ho vissuto quello che ho vissuto, ecco direi quello che ho vissuto. Quello che si sente dire negli ultimi giorni, negli ultimi mesi tantissimo, cioè questo arrivo barbarico del turismo, dico barbarico perché ci ha inondato, tappandoci gli occhi di fronte alle realtà di una città rinascimentale, qual è Firenze, con i suoi pro e i contro, perché questa storia del rinascimento a volte è stato un po’ un elemento che ha parato le spalle a tanti, invece ora siamo andati alla parte opposta, è una città fantasma. Io vivo a Empoli, avrei tanto voluto venire a abitare a Firenze perché per il lavoro ci renderebbe la vita tanto più semplice, ma è assolutamente impossibile questo perché i costi delle case, i soliti discorsi che si sentono dire ultimamente, i costi delle case sono irraggiungibili, degli affitti neanche mai, non ci sono poi, oltretutto, non ci sono.

    Quindi penso che forse questo aspetto qui andava prima, fin da subito, sapendo che una città d’arte bella e famosa come Firenze, nel mondo intero, sarebbe stata oggi che tutto il mondo si muove, tutto il mondo può viaggiare, sarebbe stata presa d’assalto in questo modo. Allora forse prima, già da prima, ci saremmo dovuti organizzare in tempo per renderla vivibile per i fiorentini e per i turisti. Io sono per il turismo, ma non così.

    [Speaker 1]
    Lei per tutto lo sa che ci sono delle elezioni? Sì, sì, sì, ci sono le elezioni regionali e poi ci sono anche delle elezioni comunali. Qualche nome di candidato, lei lo conosce?

    Su Firenze sinceramente no. Senti, ma lei comunque non in casa andava a votare? Io ci sono sempre andato a votare, sempre, anche a referendum.

    Quindi uno di quelli che va a votare? Sì, sì, si va a votare, vado anche a votare quando c’è dei pallottaggi, sì, sì, il mio lavoro lo faccio come cittadino. No, volevo capire, lei sa che si andrà a votare?

    Sì. In primavera?

    [Speaker 2]
    Sì.

    [Speaker 1]
    Per cosa si andrà a votare?

    [Speaker 2]
    Qui per le comunali.

    [Speaker 1]
    Per le comunali, assolutamente, anche per le europee?

    [Speaker 2]
    Per le europee.

    [Speaker 1]
    Conosce qualche nome di candidato per le elezioni amministrative di Firenze?

    [Speaker 2]
    Sì, in realtà no, ma perché sono studentessa fuorisede.

    [Speaker 1]
    Sì, ma non è di quelli che dicono, no, io non vado a votare?

    [Speaker 2]
    Ah, no, no, no, io vado a votare, sicuramente, mi prenderò il tempo per informarmi.

    [Speaker 1]
    No, come, solo di calcio? Sì, sì, di calcio è basso, si parla solo di calcio, altre volte io no. Ma lei sa, dimmi un nome di un candidato alle prossime elezioni amministrative.

    No, no, no, di politica non si parla, solo calcio. Un eurine e me? Per chi si vota?

    Io non ho la scheda. No, per cosa si vota? Si vota per le amministrative e per le europee.

    E per le europee. Qualche nome di qualche candidato? Per le amministrative, la Funaro, la del Re, e poi dovrebbe esserci Schmidt, che è già stato nominato ma non ufficializzato.

    Io se lavoravo in scienza politica… E’ informato, ma pensa che ci sia abbastanza informazione? No, la gente si è disenamorata della politica.

    Perché? Perché non lo so, però di sicuro si è disenamorata. Quello sono sicuro al cento per cento.

    A me piace la politica, guarda come l’hanno detto prima, è perché non capisce nulla. A me piace la politica, però di fatto è proprio perché mi piace un voto nessuno. Ora come ora.

    Perché non è politica? Che cos’è? E’ show, è teatrino.

    E io ero, non lo sono più, un renziano della prima ora. Io andavo alla Leopolda, andavo… E poi quando mi ha fatto cascare Conte…

    Buon lavoro. Grazie. Io volevo semplicemente capire il divario tra il dibattito politico e le persone normali.

    Parlano, parlano, parlano, ma io giro tutto il mercato. Voi sapete che si va al voto in primavera.

    [Speaker 2]
    Sì, esatto.

    [Speaker 1]
    Per cosa si va al voto? Per le amministrative comunali, alcuni comuni d’Italia e per le europee. Per le europee.

    Qualche nome di candidato a Firenze o di candidata? Per Firenze? Per Firenze.

    Lafonaro, uno, mi sembra. Allora, la Cecilia si è candidata, la Cecilia del Re. Poi non ho ancora seguito la situazione.

    Tommaso Montanari. Tommaso Montanari. Montanari?

    Non c’è tanta informazione. Forse noi siamo scocciati o dispiaciuti o disturbati dalla politica in generale. E questo fa sì che ci si vada a dimenticare di quella nazionale.

    E ci dimentichiamo di casa nostra. Ma che cosa vi ha scocciato? La presa in giro.

    In giro, grazie.

    [Speaker 2]
    Siamo alla radio.

    [Speaker 1]
    No, capisco il linguaggio. Ma anche sulle cose pratiche. Ad esempio, qui c’è questi lavori.

    Dicono che finiscono fra un mese, finiscono fra sei mesi. O su cose più elevate, come la sanità. La sanità per principio, la politica in generale, delle bugie o del non fare politica raccontando i progetti, ma prendendo in giro e parlando male dell’avversario.

    Mi sembra di essere tornati a scuola. Lui è peggio di me. Mi sento preso proprio in giro.

    Vuole aggiungere qualcosa? Che probabilmente non fanno politica i nostri governanti perché non hanno imparato a farla. Allora, lei sa che si va a votare a giugno?

    Sì. Per cosa? Per il governo.

    Allora, qualche candidato. Si va a votare per le amministrative a Firenze. Lei ha qualche nome di candidato?

    Non ne ho idea. Non ci credo molto. Non cambia un cavolo.

    Quindi non credo che andrò a votare. Ma che cosa che l’ha allontanata? O che non l’ha mai avvicinata?

    Quello che non mi ha mai avvicinato è quello che ho visto in tutta la vita. Non ho percezione di cambiamento. Questo non mi fa avvicinare alla politica.

    Che qualunque cosa succeda non ho mai una vera percezione di cambiamento reale.