Ven 21 Giu 2024

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POC, Europa Verde Firenze: serve piano riuso contenitori dismessi

Lo  afferma, a ridosso dell’approvazione del POC, Egidio Raimondi, co-portavoce Europa Verde- Verdi Firenze:  “è necessario- consentire il cambio di destinazione e la trasformazione degli edifici verso funzioni che garantiscano non solo il ritorno degli investimenti ma anche il beneficio per la città e i cittadini

“Una delle regole fondamentali del restauro è: alla base della conservazione di un bene c’è il suo utilizzo. Se lo si usa  lo si conserva con le manutenzioni periodiche. Ma per usarlo o ri-usarlo occorre insediarvi funzioni compatibili. Ed è qui che l’urbanistica deve fare le sue scelte nella redazione degli strumenti di pianificazione e dei regolamenti. È per questo che a Firenze  serve un piano di riuso dei contenitori dismessi (sull’esempio di Sant’Orsola)  che coinvolga anche le proprietà private, i cittadini e tutti i portatori di interesse. Senza escludere anche interventi di demolizione di parti di accertato scarso valore, per diradare un tessuto urbano saturo e introdurci spazi verdi, più che mai necessari vista la crisi climatica”, lo  afferma, a ridosso dell’approvazione del POC, Egidio Raimondi, co-portavoce Europa Verde- Verdi Firenze.

“È necessario- aggiunge Raimondi- consentire il cambio di destinazione e la trasformazione degli edifici verso funzioni che garantiscano non solo il ritorno degli investimenti ma anche il beneficio per la città e i cittadini. La questione dei cinema e teatri chiusi, entrati in crisi con la diffusione di altre forme di diffusione dei prodotti cinematografici e di spettacolo, di cui si discute in questi giorni, è particolarmente emblematica, la loro trasformazione non è facile trattandosi di involucri di grandi dimensioni, molto alti, non molto luminosi e con pochi affacci su strada. Per questo la funzione meno auspicabile e più difficile è quella abitativa. Anche perché toglierebbe per sempre alla città la fruizione di quegli spazi”.

Il co portavoce dei Verdi  prosegue: “Sicuramente il mantenimento di una funzione di servizi collettivi sarebbe l’opzione primaria e in questo la trasformazione upgrade dell’Odeon insieme a Giunti è sicuramente un esempio a cui ispirarsi, anche perché ha visto la partecipazione diretta della proprietà”.

“Senza un piano organico tuttavia il rischio è di procedere senza una strategia, che deve essere adeguata al singolo bene in rapporto con lo spazio circostante e con la città nel suo complesso, all’interno di una logica virtuosa” conclude Raimondi di Europa Verde-Verdi Frienze

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