Lo ha dichiarato il sindaco di Pisa, Michele Conti, presentando nuovo piano operativo . “Puntiamo su rigenerazione urbana, zero consumo di suolo e semplificazione”
Il comune di Pisa adesso ha poco oltre 90.000 residenti, ma entro il 2036 punta ad averne 10mila in più. almeno.”Raggiungere quota 100.000 abitanti entro i prossimi dieci anni”. Lo ha detto il sindaco di Pisa, Michele Conti, ilustrando le principali novità introdotte dal Piano Operativo comunale che sarà adottato in consiglio comunale nelle sedute del 22 e 23 aprile e che traduce in scelte concrete gli indirizzi del Piano Strutturale approvato nel marzo 2023.
Dopo l’adozione si aprirà la fase delle osservazioni – durata 60 giorni dalla pubblicazione del Burt – e l’esame delle stesse. Al termine dell’iter, la seduta per l’approvazione definitiva entro la fine del 2026.
“Con questo piano – osserva Conti – ci dotiamo di uno strumento che ridisegna la città del futuro, per una crescita consapevole e uno sviluppo sostenibile che si fonda su tre pilastri chiari: rigenerazione urbana, nessun nuovo consumo di suolo e semplificazione. Vogliamo una città a misura di chi la vive ogni giorno, in cui i residenti trovino servizi e negozi di vicinato in ogni quartiere, aree verdi e spazi per la socialità, così come desideriamo che la popolazione universitaria possa trovare soluzioni moderne, funzionali e integrate, come avviene nei campus delle grandi città universitarie del mondo”.
Dal punto di vista tecnico, aggiunge l’assessore all’urbanistica del comune di Pisa Massimo Dringoli, “il nuovo Piano Operativo compie una profonda operazione di semplificazione rispetto al passato: si passa da un impianto molto complesso, con 32 ambiti e 110 schede norma del vecchio regolamento urbanistico, a una disciplina più chiara, costruita su 6 zone omogenee e 10 schede norma e, per intervenire nelle aree già urbanizzate, introduciamo i Progetti Unitari Convenzionati previsti dalla legge regionale ma finora mai utilizzati a Pisa”. “Grande attenzione – conclude Dringoli – è riservata al centro storico, alle aree degradate o sottoutilizzate, alla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica, al sistema del verde, della mobilità e dei parcheggi scambiatori, con una città che cresce recuperando e ricucendo, non consumando nuovo territorio”.

