Piano Scuola: lettera a Rossi e presidio sotto la Regione Toscana

Il Comitato nazionale Priorità alla Scuola e i Comitati Priorità alla Scuola della Toscana hanno consegnato ieri pomeriggio una lettera alla Presidenza della Regione Toscana  “per avere risposte su questioni relative alle linee guida “Piano Scuola 2020/21″ e in generale sulla riapertura delle scuole in settembre, nonché per esprimere  contrarietà su scelte già compiute e intenzioni manifestate da Stato e Regioni in merito al presente e al futuro della scuola pubblica italiana”.

Nella stessa giornata, una delegazione del Comitato nazionale Priorità alla Scuola e i Comitati Priorità alla Scuola dell’Emilia Romagna, hanno consegnato analoga lettera e analoghe richieste al Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini (anche nella sua qualità di Presidente della Conferenza delle Regioni), mentre delegazioni dei Comitati locali Priorità alla Scuola hanno presentato analoga lettera e analoghe richieste ai Presidenti delle rispettive Regioni.

Di seguito il testo della lettera:

Con la presente i comitati “Priorità alla Scuola”, che il 25 giugno hanno manifestato in moltissime piazze d’Italia e sotto il Parlamento, avanzano richieste di spiegazioni, nonché proposte operative per la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado a settembre; esprimono inoltre la loro ferma contrarietà verso alcune delle misure a oggi ventilate. Premesso che, a seguito delle linee guida ministeriali per il rientro a scuola a settembre diversi esponenti del mondo dell’istruzione (docenti e dirigenti), ma anche famiglie, educatori e studenti, hanno manifestato la loro preoccupazione per le difficili condizioni della ripresa; preso atto che la chiusura delle scuole di questi mesi ha compromesso il diritto all’istruzione dei minori, così come il diritto all’infanzia, inteso in senso ampio, quale diritto al gioco, alla relazione e al confronto con i coetanei, oltre che al diritto a maturare la propria competenza sociale e civica che dovrebbe essere esplicata all’interno della scuola, anche dell’infanzia;

i comitati “Priorità alla Scuola” richiedono in primo luogo: – i motivi per cui la Regione ha accettato senza riserve e con minime modifiche le linee guida approntate dal Ministero dell’Istruzione per la riapertura della scuola a settembre che rendono impossibile, come molti enti locali, Regioni e dirigenti scolastici hanno osservato, garantire un rientro a scuola a settembre senza riduzione di orario, senza turni e senza DAD, in tutti gli ordini e gradi;

– i motivi per cui la Regione ha accettato un finanziamento straordinario (1 miliardo di euro) di gran lunga inferiore rispetto a quanto le Regioni stesse e le componenti scolastiche avevano indicato come necessario per la riapertura a settembre di tutte le scuole di ogni ordine e grado;

– i motivi per cui – a oggi – la Regione non ha ancora prodotto le linee guida per la fascia 0/6, lasciando nella totale incertezza migliaia di genitori, che invece hanno il diritto di sapere sin d’ora come organizzare la loro vita e quella dei loro figli più piccoli a settembre.

I comitati “Priorità alla scuola” chiedono altresì: – che le Regioni si assumano la responsabilità delle richieste di bilanciamento delle risorse fra i territori, a tutela di quelli strutturalmente più deboli, superando le miopie presenti nei progetti di autonomia differenziata già presentati, nella considerazione delle riserve costituzionali sulla salvaguardia dell’unità e dell’uniformità del Sistema Pubblico di Istruzione; –

come le Regioni intendono utilizzare i fondi POR (accantonati in scadenza il 31 luglio 2020) e quali azioni a supporto dell’innovazione scolastica intendono sviluppare; – che le Regioni collaborino con responsabilità alla prevenzione sanitaria per la ripartenza delle attività didattiche in presenza e sicurezza nei loro territori garantendo un presidio medico in tutte le scuole, e che venga affidata la responsabilità della presa in carico degli eventuali casi positivi alle ASL. Sarebbe utile anche la disponibilità di test sierologici e tamponi, presso pediatri e medici di famiglia. I comitati “Priorità alla Scuola” pretendono inoltre che le Regioni insistano con il governo nazionale affinché le procedure elettorali in calendario per il 20-21 settembre 2020 non vengano svolte nei locali scolastici.

I comitati “Priorità alla Scuola” propongono che le Regioni: – si adoperino per creare le condizioni affinché si dia una cooperazione virtuosa tra USR, enti locali, dirigenti scolastici e Regioni affinché a nuovi spazi corrispondano personale docente e ATA adeguato per garantire una riapertura in sicurezza, presenza e continuità senza riduzione di orario in tutte le scuole di ogni ordine e grado.

– valutino la possibilità di assunzione di Lavoratori Socialmente Utili dai Centri per l’impiego, nel rispetto delle norme contrattuali previste per le mansioni svolte e in considerazione dei delicati compiti professionali richiesti in ambito educativo. Dichiariamo, infine, che non siamo disposti ad accettare:

– la riduzione del tempo scuola con conseguente ricaduta sull’organizzazione scolastica come, per esempio, la sospensione o l’eliminazione del tempo pieno; – la Didattica a Distanza come strumento non emergenziale, con ipotesi di frazionamento orario e seguente recupero delle frazioni nelle scuole di secondo grado; – le modalità “blended” nelle scuole di secondo grado;

– l’utilizzo in attività didattica effettiva degli insegnanti di sostegno onde evitare il pregiudizio all’inclusione scolastica; – la riduzione delle ore didattiche da 60 a 40 minuti; – l’introduzione surrettizia di pesanti interferenze e/o alterazioni nei metodi, nei curricoli e nella prassi della didattica strumentalmente motivate dall’emergenza;

– l’introduzione surrettizia del terzo settore per coprire ore di didattica; – l’accorpamento di classi arrivando a costituire classi da 30 studenti e che le prime classi dei cicli scolastici siano costituite con numeri di studenti superiori a 20.

Stante tutto questo, e stante l’istituzione dei Tavoli regionali, che avranno il compito “di monitorare le azioni poste in essere dalle Conferenze dei servizi a livello territoriale e dai diversi attori coinvolti nell’organizzazione delle attività scolastiche”, chiediamo di poter essere, con i rappresentanti che abbiamo in ciascuna delle Regioni italiane, convocati al tavolo per essere ascoltati. Comitato Nazionale Priorità alla Scuola I comitati Priorità alla Scuola della Toscana

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