Oscar de Summa torna al mito con “Da Prometeo. Indomabile è la notte”

Prometeo

Il regista e attore Oscar De Summa torna al Fabbricone con l’atteso “Da Prometeo. Indomabile è la notte”,  da domani a domenica 1 marzo, insieme a Marina Occhionero, recentemente premiata agli Ubu come miglior attrice under 35, Luca Carbone e Rebecca Rossetti.

Tutto inizia dal mito, da Prometeo, il titano amico dell’umanità e del progresso che sfidò il potere degli dei e fu per questo vittima dell’atroce punizione di Zeus, che gli invierà l’aquila a rodergli il fegato, lasciando che ogni notte si rigeneri, senza porre fine al tormento.

Sul palco i quattro attori incarnano i personaggi del mito. Prometeo è Tea, una ragazza che porta in sé il fuoco della passione, del progresso e del cambiamento e che si ritrova a fare i conti con forze nuove che l’attraversano e la dirigono; Epimeteo è il fratello Epi, che conosce in rete Pandora, una donna ammaliante e pericolosa; e infine l’Aquila, chiamata nella sua traduzione greca Aetòs, rappresenta la vita quando si manifesta in modo inesorabile, costringendo l’uomo a mettersi di fronte a scelte scomode e per questo terribili.

Prometeo ha spesso simboleggiato la lotta del progresso e della libertà contro il potere, ma è anche colui che si arrende alla notte e che in essa si ritrova, incontrando l’Altro da sé.
Chi è in possesso di una conoscenza simile e decide o meno di diffonderla è in posizione prometeica, rischiando, con la sua scelta, di cambiare il corso della vita di qualcun altro.

Ma oggi qual è il fuoco che si accende nella notte, qual è il vero fuoco necessario, che brucia e scava la nostra vita? Forse è arrivato il momento di scrutare quella parte di noi indomabile come la notte, che guida in il nostro passare qui e ci rende più o meno consapevoli delle scelte che compiamo.

Con questo nuovo lavoro, De Summa prosegue e approfondisce il lavoro avviato con “La cerimonia”. In entrambi gli spettacoli, la cifra stilistica di riferimento è costituita da una contrapposizione costante tra fatti apparentemente privi di peso e tutto l’indicibile della vita, che può essere avvicinato solo dalla poesia, una lente molto speciale di lettura di di quegli stessi gesti.

Perché è la poesia, come la notte di Prometeo, a generare uno choc, una sorpresa che ci permette di essere presenti, rivelando che fuori di noi c’è l’Altro, rendendo così l’uomo un collegamento tra cielo e terra. La poesia come possibilità, una possibilità di comprendere cosa stiamo vivendo.

Orari spettacolo: (feriali ore 20:45, sabato ore 19:30, domenica ore 16:30)

Intorno allo spettacolo, venerdì 28 febbraio alle ore 19.30, al Fabbrichino, ci sarà un incontro del ciclo “SENZA RISCHIO”. Un critico teatrale veterano, Gabriele Rizza, e un curioso neofita adolescente introducono la visione dello spettacolo; tra approccio professionale e contatto esperienziale, non si trascura la felicità, rischiando di approfondire. Ingresso gratuito, è richiesta la prenotazione scrivendo a cometa@metastasio.it.

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