Orsetti sarà sepolto a casa, la decisione della famiglia

Orsetti
Il padre e la madre di Lorenzo Orsetti durante l'incontro stampa in Palazzo Vecchio

Rientrerà in Italia la salma di Lorenzo Orsetti, il 33enne combattente con le milizie curde del Ypg, ucciso in Siria dai miliziani dell’Isis. Il corpo è custodito in un ospedale nel Kurdistan iracheno, come ieri aveva rivelato la famiglia del giovane fiorentino. La decisione, che in qualche modo era stata preannunciata ieri dal padre di Lorenzo, Alessandro, è stata resa nota dallo zio Luca Rasoti.

“I genitori lo vogliono vicino”, forse sarà sepolto nel cimitero di Rifredi, nel suo quartiere di Firenze, “ma ora dobbiamo capire quando sarà possibile riavere il corpo – ha detto Rosati -. Lorenzo avrebbe voluto essere sepolto nel cimitero dei martiri curdi, se fosse stato ucciso ma aveva lasciato la scelta alla sua famiglia. “Siccome in Siria non credo che avrò occasione di andarci, anche se ci hanno invitato, preferirei avere una tomba su cui piangere qua”, ha spiegato il padre. Lorenzo Orsetti sarà ricordato a Firenze in Consiglio comunale venerdì prossimo, ed è stata fissata per il 31 marzo una manifestazione nazionale in città: una buona cosa, secondo la famiglia, che ritiene ingiusto processare chi ha combattuto l’Isis come Lorenzo: “Sono degli eroi, non sono da processare, è vergognoso”, ha lamentato la madre Annalisa.

“Non esiste nessuna norma che impedisca di andare a combattere all’estero, anche nel diritto internazionale”, ha aggiunto da Torino Davide Grasso, 39 anni, uno dei cinque antagonisti che in Siria si sono uniti alle milizie curde dell’Ypg, e per i quali la procura piemontese ha chiesto la sorveglianza speciale. La comunità curda, che piange Orsetti come proprio martire, sarà presente alla manifestazione di domenica 31. Il passo successivo, nelle speranze della famiglia, sarebbe “un segno visibile, qualcosa che lo ricordi”: l’ipotesi è quella dell’intitolazione di una strada, o del conferimento alla memoria di un’onorificenza come il Fiorino d’Oro.

Una corona di fiori al monumento per i Caduti di Pian d’Albero in piazza Elia dalla Costa a Firenze, sarà invece deposta per ricordare Lorenzo Orsetti nel corso di una manifestazione, organizzata dal Cpa Firenze Sud e dal Comitato 21 marzo, in programma sabato 23, alle ore 15.00.

Orsetti è stato ricordato anche a Siena alla manifestazione regionale della Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Don Andrea Bigalli, coordinatore toscano di Libera, ha letto al microfono un passaggio del testamento lasciato da Orsetti in cui il combattente volontario ucciso scriveva: “Ricordate sempre che ogni tempesta comincia con una singola goccia, cercate di essere voi quella goccia”. Poi rivolgendosi al pubblico don Bigalli ha detto: “Io di gocce qui ne vedo migliaia e sapete che tempesta si fa? Da questa tempesta fate partire il coro ‘Fuori le mafie dall’Italia’”. Dallo stesso palco il coordinatore toscano di Libera ha lanciato l’appello: “Non chiudete i porti, bisogna provare a progettare il futuro secondo altre dinamiche che non siano quelle di lasciare persone a morire in mare”.

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