Ordine medici: tagli e blocco assunzioni sono morte sistema sanitario

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immagine di archivio

 “Sarebbe alquanto paradossale dopo quasi due anni di criticità e sacrifici. Servono al contrario nuove assunzioni e investimenti” dice il  presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze Pietro Dattolo

“La sola idea di utilizzare la forbice in un momento simile, dopo quasi due anni di criticità e sacrifici assoluti è semplicemente scioccante. Sarebbe il de profundis, un paradosso” lo dichiara il presidente dell’ordine dei medici di Firenze, Pietro Dattolo a proposito delle voci “di tagli nel sistema sanitario della Toscana” che, dice “si rincorrono ormai con eccessiva assiduità”.

“Ci auguriamo davvero che in previsione del piano di bilancio, e di eventuali necessità di rientro dopo i costi importanti degli ultimi mesi dovuti al Covid, non si scelga di ridurre spese e investimenti in un settore che ancora una volta si è dimostrato vitale. Confidiamo in una smentita al più presto a quello che ormai è un timore emerso tra numerosi professionisti del settore ad ogni livello” dice il presidente dell’Ordine dei Medici. Che aggiunge ” l blocco delle assunzioni manderebbe in tilt il sistema. Per continuare a rispondere con efficienza alle numerose esigenze della popolazione abbiamo bisogno di nuove risorse umane che coprano i reparti più scoperti. Dobbiamo garantire solidità e fiducia in una fase ancora complessa”.

“Comprendiamo i problemi di gestione economica da parte della Regione Toscana, che sono poi gli stessi di tutte le regioni. Secondo le informazioni che ci arrivano a livello nazionale, la Toscana sembrerebbe tuttavia l’unica a bloccare le nuove assunzioni” dice Dattolo. “Ci venga in aiuto il ministro della Salute e il Governo nazionale. I conti devono risultare a posto, ma la salute della popolazione ha un valore maggiore. Trovino le risorse per assicurare al meglio un diritto che è costituzionalmente garantito. La politica, fino a livello nazionale, – conclude il presidente dell’ordine dei Medici – deve farsi carico di questa problematica, la questione raggiunga il ministero della Salute. Quello che di certo il Covid ha insegnato, e che oggi non possiamo ignorare, è il valore essenziale di un sistema sanitario preparato, completo nei suoi specialisti e addetti, in grado di rispondere a pieno anche ai momenti di maggiore crisi”.

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