Oltrarno: vivibilità a prova di (troppi) cantieri

via dei Preti

Uno slalom tra le chiusure, i restringimenti, i cambi di senso per lavori in corso con ruspe, camion, transenne e impiallicciati che chiudono cantieri fortemente impattanti per la vivibilità e fruizione di numerose strade dell’Oltrarno fiorentino. In questo momento sono aperti sei cantieri nel rione fra cui, come vi avevamo anticipato nelle scorse settimane, quello in via dei Preti allestito dalla maison Gucci che costringe l’attraversamento dei pedoni ad una manciata di centimetri.

Via Guicciardini, via dei Preti, ma anche Borgo Tegolaio, via del Presto di San Martino, oltre agli ormai noti lavori su Ponte Vespucci, via dei Serragli e Borgo San Jacopo. E’ lunga la lista delle localizzazioni dei cantieri che stanno ‘intrappolando’ l’Oltrarno in un dedalo di gincane, divieti di sosta, chiusure di strade, cambi di marcia, corridoi pedonali ridotti all’osso ed un moltiplicarsi di cartelli di divieto.

Il record se lo aggiudica via dei Serragli con oltre un anno di lavori, tra ritardi, stop and go e disagi per i negozianti del centro commerciale naturale oltre che per i residenti che dovranno attendere fine novembre se non oltre per percorrere interamente la direttrice fino a Porta Romana.

Nel cuore di Santo Spirito, ad un passo dalla piazza, via dei Preti è stata ‘presa in ostaggio’ dai sei mesi di cantiere privato della ristrutturazione della sede di Gucci che ha chiuso completamente la circolazione lasciando ai pedoni solo un corridoio (diventato un bagno pubblico notturno) a imbuto che lungo la via si allarga dai 60 cm fino a poco più di un metro (dopo proteste dei residenti e segnalazioni a vigili). Autorizzazioni concesse, lavori in regola (ci mancherebbe!) ma col paradosso che in caso di eventuale accesso da parte di ambulanze o dei VVFF per qualsiasi  urgenza verrebbe smantellato immediatamente il cantiere. Ma forse le tempistiche non sarebbero a beneficio di chi un’ambulanza o i pompieri li chiama perché ne ha bisogno in fretta. Una situazione anche claustrofobica data l’altezza delle pareti in legno del cantiere a ridosso dei palazzi, puntellate solo da due o tre finestrelle per concedere ai residenti dei piani terra (almeno) la luce.

Ci sono poi i lavori di riqualificazione  di via del Presto di San Martino e quelli di Toscana Energia in via Guicciardini con un cartello di fine lavori che indica il 2022 (data ingannevole riferita all’appalto ma che ha creato non poca preoccupazione), e in Borgo San Jacopo che per un cambio di senso di marcia non rispettato ha reso piazza della Passera alla mercé del passaggio delle auto. Ponte Vespucci infine vede ancora con incertezza all’orizzonte la propria riapertura completa.

Ma soprattutto a cantiere si aggiungerà cantiere, perché tra pochi giorni prenderanno il via anche i lavori su lungarno Acciaioli e tra un anno inizieranno le riqualificazioni di Guicciardini e Borgo San Jacopo.

E se a chi vive e lavora in Oltrarno viene chiesta pazienza questa dovrebbe perlomeno essere ripagata con un certo grado di logica nella gestione delle tempistiche e concomitanze dei lavori, per non esasperare gli animi e da parte dei cantieri privati ci vorrebbe una bella dose di civiltà nel capire che appropriarsi se pur temporaneamente e previa autorizzazione di spazi pubblici come una strada intera, dovrebbe essere fatto col minor impatto per la quotidianità di chi ci vive.

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