194, Nardini: “Giù le mani dalla legge. Impegnarsi per una piena applicazione”

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Foto Controradio

Nardini: “Ho letto con attenzione le dichiarazioni del Professor Benedetto Rocchi in riferimento ai costi della Legge 194, dichiarazioni in cui scredita una legge che garantisce una maternità consapevole e un diritto all’aborto in sicurezza definendola un pericolo per la salute pubblica.

Per questo, conclude il Professore, non andrebbe più finanziata con soldi pubblici.
In questo ennesimo attacco ai diritti di noi donne c’è un duplice pericolo: uno valoriale, che ha a che fare appunto con la nostra libera autodeterminazione costantemente sotto attacco, e uno pragmatico, cioè il riportarci a ciò che accadeva prima, quando le donne che volevano interrompere una gravidanza, oltre a essere colpite dallo stigma sociale, dovevano abortire clandestinamente con gravi pericoli per la loro salute”.
A dichiararlo è l’assessora regionale della Toscana alle pari opportunità Alessandra Nardini, che prosegue: “È interessante che quando si pensa a risparmiare si pensi sempre di farlo sulla pelle di noi donne e che, di solito, sia un uomo a insegnarci come. Lo dico forte e chiaro: giù le mani dalla 194. Non solo è giusto che l’applicazione della Legge 194 sia finanziata con risorse pubbliche, ma è semmai fondamentale garantirne un’effettiva e omogenea attuazione, assicurando ovunque nelle strutture pubbliche questo diritto conquistato con dure battaglie.
La Toscana si è sempre spesa per questo e continuerà a farlo. Io stessa nella scorsa consiliatura facevo parte del Tavolo per la piena applicazione di questa legge e sono orgogliosa che si sia ricostituito. Come assessora alle pari opportunità ho da subito offerto al Tavolo la mia piena disponibilità al confronto e al lavoro comune. Questa è la storia della Toscana e questo è il suo futuro – conclude Nardini – una terra dove si investe sui diritti e dove le donne si tutelano, una terra dove le nostre conquiste di libertà e di autodeterminazione non vengono mai considerate orpelli costosi”.

 

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