Sab 4 Feb 2023
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Migranti, Nardella apre ai Centri di permanenza per i rimpatri

Il dibattito politico regionale torna sul tema dei Centri di Permanenza per i rimpatri (Cpr), le strutture in cui sono trattenuti i cittadini stranieri in attesa dell’esecuzione del provvedimento di espulsione. A riaprire la discussione il prefetto di Firenze Valerio Valenti.

Durante un’intervista il prefetto ha infatti riaperto la porta sul tema proponendo l’istituzione di un Centro di permanenza per il rimpatrio per i cittadini stranieri irregolari in Toscana.

“Non ho in mente nessuna struttura – ha precisato il prefetto -. Io prendo spunto da quello che succede in città e non solo in città, mi pare di capire, anche in altre realtà del territorio regionale, rispetto ai mezzi di contrasto che abbiamo per questi fenomeni. Penso che questo strumento possa essere una buona risposta: come ho detto e ripeto, in piccole dimensioni, non delle megastrutture ma al massimo 50 posti, possibilmente ad uso dell’intero territorio regionale, e quindi l’altro pezzo di questo ragionamento è che ogni regione si doti di una struttura di questo genere”. Ha aggiunto a margine di una iniziativa della Regione Toscana nell’ambito della settimana nazionale della Protezione civile.

A dare man forte al prefetto il primo cittadino fiorentino Dario Nardella. Il sindaco ha affermato più volte che un Centro di permanenza per il rimpatrio in Toscana serve, mentre sulla questione della localizzazione si mantiene più vago. I dem infatti si sono presentati sempre molto moderati sul tema, sottolineando che non c’è mai stata una indicazione precisa sull’ipotetico luogo dove poter costruire la struttura in Toscana.

Criticità e problematiche su questi centri vengono sottolineate dall’assessore all’immigrazione Stefano Ciuffo. “Capisco la presa di posizione del prefetto Valenti, che segnala una criticità e non possiamo far finta di nulla. Va trovata una soluzione, assieme allo Stato. Ma va considerato anche il rischio che diventi un punto di raccolta di tanti stranieri con pochissimi rimpatri, simile ad un centro di detenzione“.

Anche il sindaco di Prato Matteo Biffoni si mostra critico: “Dobbiamo uscire dall’ipocrisia. Poliziotti e carabinieri devono portare chi è espulso in giro per l’Italia perdendo soldi, tempo e uomini. Il Centro di permanenza per il rimpatrio in Toscana può essere utile se è un vero Centro di permanenza per il rimpatrio, con tutte le garanzie, non un centro di detenzione mascherato“.

FdI e Lega si mostrano soddisfatti e attaccano. “Bene il prefetto di Firenze su un Cpr, richiesto da anni da noi — dice il capogruppo della Lega di Firenze, Federico Bussolin —. Da parte della Lega c’è l’accordo per la realizzazione di questa struttura, fondamentale per rispedire i clandestini a casa loro: si faccia subito”. E il capogruppo in Consiglio regionale per FdI, Francesco Torselli, aggiunge: “Il Centro di permanenza per il rimpatrio lo chiediamo da anni”.

E alla domanda riguardo la creazione del centro in un comune amministrato dal centro destra, Torselli risponde convinto. “Io mi auguro che si faccia e che sia la regione stessa a chiederlo al nuovo governo. Se così sarà, immagino sarà concertato con il territorio”.

Un no netto arriva invece da Sinistra Italiana, secondo cui “Si fanno proposte vecchie che risalgono ad un dibattito di venti anni fa. Si propongo strutture ‘lager’ per i clandestini senza proporre di cancellare la legge che li genera“.

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