Mazzeo: “Toscana rimane arancione, ma Rt quasi da zona rossa”

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Firenze, il presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, in un post sulla sua pagina ufficiale Facebook, ha sottolineato come, nonostante per il momento la Toscana sia rimasta in zona arancione, “l’Rt regionale calcolato sui sintomatici è 1,2, molto vicino alla soglia di 1,25 con cui scatta la zona rossa”.

Mazzeo aggiunge inoltre che, in base ai dati dell’andamento della pandemia: “Siamo al secondo giorno consecutivo con più di 900 casi, non accadeva dal 3-4 dicembre” e che “aumentano i ricoveri in terapia intensiva, dove al momento si trovano 149 pazienti (+5 rispetto a ieri), mai così tanti dal 31 dicembre”.

Mazzeo osserva inoltre che “cala l’incidenza sulle persone over 80, segnale positivo che dimostra che le vaccinazioni funzionano, mentre aumentano i casi di contagi tra i giovani, questa settimana l’età media dei positivi è 44,12 mentre un mese fa era 48,23”. Per questo “occorre vaccinare in fretta il numero maggiore di persone” e occorre “che tutti rispettino le regole, il distanziamento sociale e l’uso della mascherina”.

Forte preoccupazione nei confronti del diffondersi delle ‘varianti’ del virus vengono poi espresse anche a livello nazionale, “Dobbiamo agire molto tempestivamente e in modo aggressivo contro le varianti non ancora molto diffuse, ovvero la brasiliana e la sudafricana – ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza – Quindi all’interno delle regioni vanno fatte delle zone rosse. La Uk è più diffusa e diventerà dominate, ma dobbiamo fare di tutto per limitare le altre”.

Il risalire dei contagi, causato dalle varianti, ripone il problema dei rapporti tra regioni contigue con colori diversi, problema affrontato anche dal presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che ha avanzato l’ipotesi di adottare restrizioni omogenee per le varie regioni italiane

Sull’ipotesi di Bonaccini è intervenuto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: “Devo dire che ne parlavamo da tempo, probabilmente in questo momento è anche un intervento buono perché vi è una certa omogeneità nei valori, quindi è più che plausibile che Bonaccini lo ponga – ha detto Eugenio Giani, parlando a ‘Tagadà’ su La7 – Ci sono altre fasi – ha aggiunto – quando vediamo forti differenziazioni fra territorio e territorio, in cui una gradualità attraverso il sistema dei colori ha funzionato. Ora devo confessare che non guardo solo alla mia regione, ma un po’ a tutte le regioni d’Italia, e c’è una certa omogeneità”.

Per Giani, peraltro, è “esagerato” dire che “le varianti sfondano in Toscana”, perché “sinceramente non è così”. Ricordando la decisione di mettere in zona rossa per una settimana il territorio di Chiusi (Siena) che si trova ai confini con l’Umbria, il governatore toscano ha osservato che “abbiamo messo a tampone tutti i cittadini che lo volevano”, e “dopo questo intervento i positivi sono stati 40, quindi onestamente vi è la tendenza qualche volta ad esagerare. Quello che ho fatto a Chiusi, l’ho fatto a Sansepolcro, intervenendo con i tamponi, e se c’è bisogno intervengo con zone rosse. In questo momento non ne ho previste”.

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