Lucca: falsa pelletteria, 7 arresti in operazione Gdf

falsa pelletteria, 7 arresti

Sequestrati 5 milioni euro e macchinari. Inchiesta con 21 persone indagate.

La Guardia di Finanza di Lucca ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare verso sette persone per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla produzione, commercializzazione e ricettazione di prodotti di pelletteria di pregio con marchi contraffatti.

L’associazione criminale operante in Toscana, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, vantava una fitta rete di contatti per curare i passaggi della produzione, dalla lavorazione della pelle, all’approvvigionamento di cartellini e confezioni varie, alla vendita e la commercializzazione in negozi di lusso in Canada, Cina, Repubblica Popolare di Corea, Austria e Germania, dove venivano venduti come originali a prezzi elevati.

Secondo un comunicato stampa della Guardia di Finanza di Lucca, 21 persone sono indagate implicate a vario titolo nell’attività illecita. Tra questi figurano tre coppie padre/figlio: il promotore dell’associazione, originario di Empoli e domiciliato a Monza che, unitamente al padre indagato, aveva i contatti con i fornitori delle materie prime come il pellame; un padre indagato e il figlio arrestato per la fornitura dei semilavorati; infine un altro padre indagato, che curava le spedizioni all’estero insieme al figlio arrestato. Dalle intercettazioni è emerso che i figli prendevano accordi telefonici fra loro e i genitori ultrasettantenni si incontravano di persona per finalizzare lo scambio della merce. Altri soggetti avevano compiti meramente esecutivi come l’assemblaggio e la consegna dei prodotti.

Nell’organizzazione c’era una persona che si occupava di creare società all’estero, in particolare a Londra, che servivano per far arrivare i pagamenti e a far transitare il denaro in Italia, su conti correnti che venivano svuotati mediante prelevamenti agli sportelli bancomat.

L’associazione criminale non ha interrotto le attività neanche durante l’emergenza sanitaria, molti degli indagati hanno ricevuto sanzioni amministrative, per essersi spostati senza valido motivo durante il lockdown.

È stato disposto un sequestro preventivo per una somma equivalente quantificata in 5 milioni di euro, consistenti in 8 immobili, un terreno, 33 conti correnti, disponibilità finanziarie, 4 autovetture e 4 motoveicoli.

Nel corso delle attività, durate oltre un anno e mezzo, sono stati sequestrati complessivamente più di 50.000 prodotti falsi, 500 metri quadrati di stoffa delle più note griffe dell’alta moda italiana e internazionale tra cui Gucci, Hermes, Louis Vuitton, Chanel, Prada, Yves Saint Laurent, Givenchy, Dior, Céline, Balenciaga e Ferragamo, oltre a macchinari per la stampa su pelle.

Le indagini sono state condotte mediante intercettazioni ambientali e telefoniche, analisi di dispositivi informatici, appostamenti, pedinamenti e monitoraggio delle spedizioni provenienti dall’estero.

 

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