Libera: Comune di Pisa rimuove edicola confiscata alla mafia

edicola legalità

Era chiusa da anni, ma c’era un progetto per rivitalizzarla, anche se in altra forma. Da ora non c’è più. L’edicola nel centro di Pisa, confiscata a un clan mafioso e data in gestione a Libera, non è più al suo posto nel cuore del centro storico pisano.

“L’ha rimossa il Comune – spiega Nicola Pedretti, della segreteria regionale di Libera – ma non ci hanno dato altre spiegazioni affermando che il personale competente era in ferie”. Ciò che lascia perplessi gli attivisti di Libera sono le modalità di rimozione del chiosco, avvenute nella giornata di Capodanno perché il 31 dicembre l’edicola era regolarmente al suo posto, in borgo Stretto.

“Non sappiamo – spiega Pedretti – se c’è stata un’interlocuzione, e in quale forma, con l’Agenzia nazionale dei beni confiscati, e proprietaria del bene. Noi siamo rimasti alla proposta dei mesi scorsi del sindaco di Pisa, Michele Conti, che voleva spostare il chiosco nella vicina piazza Garibaldi. Eravamo in attesa di ulteriori chiarimenti sul progetto e invece l’edicola è sparita, tra l’altro mandando al macero disegni e testi esposti in una bacheca e frutto di un progetto avviato nelle scorse settimane con gli studenti delle scuole pisane”.

“Apriamo l’anno con una notizia pessima, assolutamente inaspettata e fuori da ogni accordo preso finora. L’edicola confiscata è stata rimossa dal Comune di Pisa ieri”. Lo scrive su Fb il presidio pisano ‘Giancarlo Siani’ di Libera riguardo al chiosco rimosso ieri. “Abbiamo lavorato con impegno – sostiene Libera – per mantenere vivo il simbolo che l’impronta della criminalità organizzata ha lasciato sul nostro territorio e non più tardi dello scorso maggio le settimane di mobilitazione per l’edicola avevano risvegliato l’interesse cittadino sul tema.

Grazie alla mobilitazione di un’ampia fetta della popolazione, dalle scuole alle associazioni studentesche, e il supporto in prima persona di Don Ciotti e del sindaco, Michele Conti, oltre che l’impegno garantito dai rettori delle Università di Pisa e della Scuola Superiore Sant’Anna, erano stati presi accordi con il Comune per preservare questo simbolo, garantendo una continuità nel messaggio e nell’utilizzo a scopo sociale”.

Infine, Libera Pisa si dice “indignata per un atto che non tardiamo a definire vile”. “Non solo hanno rimosso un simbolo della lotta alla criminalità organizzata – conclude la nota – ma oltretutto hanno distrutto tutti i messaggi di speranza che i ragazzi delle scuole avevano appeso all’edicola. Alla nostra richiesta di spiegazioni al Comune ci hanno risposto che erano tutti in ferie”.

“Aver fatto sparire di soppiatto quell’edicola sotto i portici confiscata alla mafia, la dice lunga della cultura politica e del rispetto per la lotta alle mafie che hanno gli attuali governanti della destra a Pisa. Davvero un brutto segnale.” Ad affermarlo, Nicola Fratoianni, segreetario di Sinistra Italiana-Leu, intervenuto sulla vicenda.

“La lotta alla mafie la si fa ogni giorno – prosegue il parlamentare di Leu – con l’azione di magistratura e forze dell’ordine, con l’impegno civico, sociale e culturale dei cittadini. Ma per per far questo servono anche simboli, come era quell’edicola. Evidentemente questo impegno non è nelle sensibilità dell’attuale amministrazione, e fa bene Libera a parlare di vigliaccheria e ad indignarsi”. “Noi comunque – conclude Fratoianni – chiederemo in Parlamento al governo che attivi il prefetto di Pisa affinché si faccia chiarezza fino in fondo a questa vicenda”.

“Mi fa veramente ribrezzo vedere gli esponenti del Pd sminuire nomi di grandi protagonisti dell’Antimafia e usarli come turpe clava da agitare contro di me e il sindaco Conti arrivando, addirittura, a chiedersi ‘quale educazione vogliamo dare ai nostri figli’. Sicuramente non quella di degradare le città con inutili ferraglie improvvisate a mausolei della legalità”. Così su Fb il deputato della Lega, Edoardo Ziello, commenta la rimozione da parte del Comune di Pisa di un’edicola che fu confiscata alla mafia e poi data in gestione a Libera, ma poi chiusa da molto tempo.

“La cultura dell’Antimafia – afferma Ziello su Fb – si trasmette coi fatti: ecco la scelta di avere a Pisa un assessore dedicato al contrasto alle mafie che col Pd neanche esisteva e i percorsi culturali avviati nelle scuole, totalmente improntati alla concretezza e non alle tante belle chiacchiere vuote come veniva fatto prima. Al posto dell’edicola verrà collocata una targhetta come aveva detto lo stesso sindaco a più riprese, senza contare la possibilità di rendere la struttura meccanica più apprezzabile e collocarla in una zona che non contrasti con il suo paesaggio”.

“Infine – conclude Ziello – mi fa davvero sorridere leggere il goffo tentativo di impartire lezioni di legalità a chi come me viene da una famiglia di questori della Polizia di Stato”. Replica il consigliere regionale del Pd, Alessandra Nardini: “Il suo è il solito intervento scomposto, senza alcuna spiegazione per questa azione dalle modalità inaccettabili, condotta come un’imboscata. Anziché preoccuparsi di chiarire, parla di ferraglia, che dunque va semplicemente rimossa come si farebbe con una fioriera rovinata: per lui non rientra tra i doveri di chi siede nelle istituzioni favorire soluzioni affinché i simboli di legalità e antimafia possano restare vitali”.

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