Dom 21 Lug 2024

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Legambiente promuove Giglio e Capraia. Non bene l’Isola d’Elba

Giglio e Capraia come isole sostenibili, mentre l’Elba è ancora indietro. E’ quanto emerge dalla classifica stilata da Legambiente nel V rapporto ‘Isole sostenibili – Le sfide della transizione ecologica nelle isole minori’ curato dall’Osservatorio sulle isole minori dell’associazione ambientalista e da Cnr-Iia.

Su 27 piccole isole marittime in Italia, l’indice di sostenibilità medio è pari al 40%, calcolato su temi come consumo di suolo, rifiuti, acqua, energia, aree protette, mobilità e regolamenti edilizi. Tre le toscane analizzate da Legambiente, buon piazzamento di Capraia (49%) e del Giglio (45%), che seguono a stretto giro le prime in classifica, le Tremiti (53%), poi le Egadi e le Eolie. Invece, tra i fanalini di coda, c’è l’isola d’Elba (26%) con un punteggio simile a La Maddalena e Ischia.

“Il rapporto Isole sostenibili di quest’anno dimostra ancora una volta che l’overtourism balneare non aiuta le nostre campagne per una vivibilità sempre più qualificata delle nostre isole minori – dichiara Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – ed è proprio con questa chiave di lettura che si spiega il risultato mediocre dell’Elba e i risultati assolutamente lusinghieri del Giglio e, soprattutto di Capraia, ormai impegnata da anni nel suo bellissimo percorso di Smart island“.

In particolare Capraia è promossa da Legambiente  “per le iniziative relative ai regolamenti edilizi, che coprono settori strategici per l’adattamento e la mitigazione climatica, risparmio idrico, installazione del fotovoltaico e recupero delle acque piovane. Invece c’è ancora da lavorare sulla raccolta differenziata, ampiamente sotto i valori di riferimento europei. Troppo alta anche la dispersione nella rete idrica e il tasso di motorizzazione. Ad oggi, Capraia è l’unica isola minore ad aver investito in modo consistente sulle fonti di energia non fossili, la produzione di energia è infatti interamente a biodiesel, con combustibile di natura vegetale ottenuto principalmente da olii di colza e soia”.

Riguardo al Giglio “bene su temi di dispersione idrica dalla rete, ben al di sotto della media nazionale, basso anche il consumo di suolo, che si ferma al 3,7%, ma con attenzione da porre alle zone a rischio idrogeologico. Invece, tra i punti da migliorare c’è la mobilità e lo sviluppo del fotovoltaico, tema su cui l’isola del Giglio è tra le più indietro insieme a Capri e Procida”.

Per l’Elba Legambiente parla di “troppe perdite di acqua potabile dalla rete e troppo alto il tasso di motorizzazione. Bene per la raccolta differenziata e per il consumo di suolo, contenuto ma con criticità in quanto quasi il 30 % è in aree a rischio idrogeologico. Da evidenziare sono le iniziative legate alla realizzazione di una Comunità energetica rinnovabile nel comune di Marciana Marina. Inoltre, nel 2021 ha presentato dopo un processo partecipato, il Manifesto di sostenibilità dell’Isola d’Elba, una road map incentrata su turismo delocalizzato e attento all’ambiente, la valorizzazione del paesaggio e una rivoluzione sostenibile dei sistemi energetici, idrici e di raccolta dei rifiuti“. 

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