‘Latte San Ginese’ di Capannori chiude, tutti licenziati

Latte San Ginese

Lucca, l’azienda sarda Arborea, che nel 2018 aveva acquistato la ‘Latte San Ginese’, storica azienda del settore latte e derivati di Capannori, nella Piana di Lucca, ha iniziato una procedura di licenziamento collettivo per cessazione attività.

“La decisione di chiudere il sito di Capannori – si legge nella lettera della Arborea inviata dipendenti e resa pubblica dalla Fai Cisl – conseguenza di una situazione di mercato complessa e in costante evoluzione negativa che si protrae da oltre due anni, nonostante gli sforzi e gli investimenti che il Team Arborea ha realizzato dopo l’acquisizione nel 2018”.

Secondo l’Arborea la motivazione di questo drastico provvedimento sarebbe da imputare all’insufficiente conferimento di latte toscano, essendo la produzione degli allevamenti regionali passata da 872 mila litri del 2017 a 572 mila litri nel 2019 con una riduzione, in due anni, del 34% in particolare nell’area della Garfagnana, che caratterizzava il principale prodotto del latte fresco San Ginese.

In più, sempre secondo i dati resi noti da Arborea: “Il calo dei consumi e, per ultimo in ordine di tempo, la crisi pandemica. I nostri volumi di vendita sono passati da 2.607.067 litri nel 2018 a 1.466.697 litri nel 2021, a nulla hanno giovato le riduzioni dei prezzi proposti”.

“È strano – commenta il segretario di Fai Cisl Toscana Nord Amedeo Sabato, che annuncia azioni mirate a disinnescare la mina dei licenziamenti – come questa comunicazione avvenga senza avere attivato il tavolo di crisi regionale. È inaccettabile la durezza e la fermezza dei contenuti, che lasciano chiuse le porte del dialogo. I lavoratori compatti proclamano lo stato di agitazione e se non si trovano soluzioni che prevedano l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali possibili. I lavoratori non si fermeranno qui, ma faranno tutto quanto in loro potere per cambiare lo stato dei fatti. Chiediamo l’appoggio della politica locale e regionale che come sempre ha dimostrato attenzione al lavoro e ai lavoratori e vogliamo un incontro urgente e in presenza: queste cose non è possibile farle a distanza perché i lavoratori prima di tutto sono persone e come tali vanno trattate”.

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