La Biblioteca Statale di Lucca a un passo dalla chiusura per mancanza di personale

Biblioteca statale di Lucca
Foto da Comunicato Stampa

Il prossimo 1 aprile la Biblioteca Statale di Lucca potrebbe chiudere per sempre i battenti al pubblico per mancanza di personale

La notizia della imminente chiusura della Biblioteca Statale di Lucca è giunta proprio nel momento in cui si stava svolgendo in città il convegno su Rigenerazione urbana e rinnovamento culturale, organizzato dalla Regione Toscana il 15 gennaio scorso.

Il sindaco Alessandro Tambellini ha ammesso di non aver ricevuto alcuna comunicazione in merito dal Ministero, ma di aver invece appreso la notizia dai quotidiani. Immediata è stata la reazione del gruppo consigliare di SìAmoLucca e della comunità, mentre una petizione è già online sul sito dell’Associazione “Amici del Machiavelli” e ha già raccolto oltre 5.000 firme.

Già all’inizio di settembre 2019 i servizi della biblioteca, in cui si conservano opere inestimabili come il Liber divinorum operum di Ildegarda di Bingen miniato del XIII secolo, erano stati drasticamente tagliati: a causa di pensionamenti e mancati turnover, il personale si era infatti ridotto a 12 unità rispetto alle 20-22 previste in organico, per poi passare a 9 nel marzo 2020. Da allora, in quasi un anno, niente è successo per alleviare la gravità della situazione che è andata peggiorando, al punto che dal prossimo aprile rimarranno soltanto tre persone, inclusa la direttrice Monica Maria Angeli, rendendo inevitabile la chiusura.

“Il caso di Lucca purtroppo è l’ultimo di un triste elenco di luoghi culturali che, già in drammatico affanno prima della pandemia, dopo il lockdown si sono ritrovati in una situazione analoga per le stesse ragioni” – spiega Vincenzo Sorrentino, storico dell’arte e attivista dell’associazione Mi Riconosci – “Ma l’annoso problema non riguarda solo biblioteche locali, bensì istituti di rilievo nazionale come la Biblioteca Centrale di Firenze e la Braidense di Milano, oltre che tantissimi archivi e piccoli musei.  Il rischio, in questi casi, è che invece di affrontare alla radice il problema endemico del personale si ricorra a palliativi, ancora più dannosi sul lungo termine, come l’esternalizzazione dei servizi o l’impiego improprio di volontari, come nel caso del Museo Guadagnucci di Massa, di cui abbiamo già trattato nei mesi scorsi”.

Le attiviste e gli attivisti chiedono al Governo misure urgenti che sventino la chiusura, la quale arrecherebbe un danno incommensurabile alla città, privandola di un luogo non solo di studio e ricerca, ma anche d’incontro, di cura della memoria e della storia locale, di conservazione del ricco patrimonio di opere che vi si raccolgono. Si chiede altresì al Ministero e all’Amministrazione locale di evitare soluzioni tappabuchi che facciano uso di lavoro gratuito: la Biblioteca Statale, l’utenza e Lucca meritano attenzione e rispetto.

 

Sentiamo Vincenzo Sorrentino, storico dell’arte e attivista dell’associazione Mi Riconosci a cura di Monica Pelliccia

 

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