“Je suis Valentina”: sciopero immediato all’Arval di Scandicci contro licenziamento lavoratrice

lavoratrice

Sciopero di due ore questa mattina alla sede Arval di Scandicci (via Sette Regole) contro la decisione dell’azienda di sospendere in attesa di licenziare una lavoratrice, part time, madre di due figli, considerata in ‘esubero’ nella riorganizzazione del reparto in cui lavora. I lavoratori (500 in tutto) di Scandicci della multinazionale del noleggio auto a lungo termine sono usciti sul piazzale dalle 10 alle 12, per esprimere la loro solidarietà alla lavoratrice.

“Ieri sera in assemblea – spiega Gianni Elmi Andretti, della Fisascat-Cisl – i lavoratori hanno deciso che non bastava lo stato di agitazione e di indire subito 2 ore di sciopero per mandare un segnale deciso all’azienda, che sta avendo un comportamento inspiegabile. L’adesione è stata alta: oltre 300 lavoratori presenti. Non è pensabile che in una realtà di queste dimensioni non si trovi una ricollocazione per una lavoratrice part time, che oltretutto aveva dato ogni disponibilità a trovare una soluzione, anche in altre mansioni. Proporre come unica alternativa a una mamma con due figli il trasferimento a oltre 300 chilometri di distanza è inaccettabile. Quello di stamani è solo il primo passo.”

“Unica alternativa, per lei, trasferirsi a Milano: stupisce che una azienda grande come Arval non trovi un ricollocamento nel territorio, nonostante rapporti sindacali decennali e un integrativo che tutela le lavoratrici madri. Se queste sono le modalità che usa l’azienda, fanno preoccupare i lavoratori e le lavoratrici che ora si chiedono chi sarà il prossimo o la prossima”, aggiunge Chiara Liberati Filcams Cgil Firenze.

Intervista a cura di Chiara Brilli

La Rsu ha proclamato quindi lo stato di agitazione che porterà al blocco immediato degli straordinari, ed a mettere in campo tutte le iniziative sindacali atte a far tornare indietro l’azienda su questa assurda decisione.

La Fisascat-Cisl di Firenze e Prato conferma la disponibilità ad un incontro per trovare una soluzione condivisa, ma la mobilitazione continuerà nei prossimi giorni insieme ai lavoratori e alle lavoratrici si decideranno le iniziative da intraprendere. “Non è solo in gioco un posto di lavoro all’interno di un grande gruppo che nel suo codice etico mette al centro la persona per poi disattenderlo nei fatti- continuano-. Vogliamo conoscere i piani industriali dell’azienda, entrare nel merito della riorganizzazione attuata che potrebbe nascondere ulteriori criticità”.

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