šŸŽ§ Ionda illumina con le sue stelle Palazzo Pitti

Ionda
Ā©Controradio
šŸŽ§ Ionda illumina con le sue stelle Palazzo Pitti
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Firenze, arriva a Palazzo Pitti lā€™universo dell’artista toscano Franco Ionda, che tra stelle decapitate, chiodi e sagome di sbandati, popola la mostra ā€˜Smarritiā€™: 36 opere che trasmettono il disorientamento dellā€™attuale momento storico senza perdere la speranza nel futuro e, partendo da unā€™ispirazione di Majakovskij, raccontano gli oltre 40 anni di produzione creativa dellā€™artista fiorentino.

Il titolo della mostra di Ionda, particolarmente calzante nellā€™attuale momento storico, segue in realtĆ  una riflessione cruciale nella poetica dellā€™artista e si combina con gli altri argomenti della sua produzione, tutti ampiamente rappresentati dalle opere esposte.

IondaIn podcast lintervista al direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt e lo stesso artista Franco Ionda

Lā€™ispirazione di Ionda sono i versi finali del poema di Vladimir Majakovskij La nuvola in calzoni (1914-15) ā€œGuardate! Hanno di nuovo decapitato le stelle / e insanguinato il cielo come un mattatoioā€: una potente metafora sulla quale lā€™artista costruisce un ventaglio di invenzioni originali che trovano la loro piĆ¹ compiuta espressione simbolica nelle stelle decapitate.

Realizzate in alluminio, questi astri caduti e spezzati partecipano alla denuncia e al riscatto dellā€™umanitĆ  insieme ad ammassi di chiodi lunghi e affilati. Sulle pareti ottocentesche dellā€™Andito degli Angiolini in Palazzo Pitti, questi elementi dialogano con le immagini dei migranti e delle madri profughe prelevate dai mass media, ma soprattutto con una serie di silhouettes nere, messaggio universale che va oltre i singoli eventi storici: schiere di uomini costretti a vagare senza meta, marines degradati a soldatini, teste ā€œvuoteā€ di generali allo sbando.

Sono loro i veri protagonisti della mostra, gli Smarriti del titolo. Tuttavia, nellā€™arte di Ionda il caos, il disequilibrio, lā€™oscuritĆ  non sono mai privi di speranza: in Ambigua, la grande tavola site-specific realizzata proprio per gli spazi dellā€™Andito degli Angiolini, la figura del lanciatore ĆØ infatti colta nellā€™atto di rilanciare le stelle in cielo, proprio con lā€™intenzione che esse possano tornare a illuminare la notte.

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