Ven 12 Apr 2024

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Ingegneri, uso eccessivo del subappalto è male 

Angelo Domenico Perrini, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri “Avere più imprese che lavorano su un cantiere rende più complicata la gestione delle interferenze, ossia la presenza contemporanea nello stesso luogo di più lavoratori che svolgono attività diverse, ed aumenta il rischio di incidenti”

“Avere più imprese che lavorano su un cantiere rende più complicata la gestione delle interferenze, ossia la presenza contemporanea nello stesso luogo di più lavoratori che svolgono attività diverse, ed aumenta il rischio di incidenti. Se, invece, c’è un’unica impresa, o imprese originariamente conosciute a gestire il cantiere diventa più semplice attuare il piano di sicurezza”. A parlare così è dopo l’incidente avvenuto presso il cantiere del supermercato Esselunga a Firenze che ha causato quattro morti e un disperso, è Angelo Domenico Perrini, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri.

“Una delle concause di tragedie come quella di Firenze può essere individuata nell’uso eccessivo del subappalto” sottolinea il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, chiarendo però che si sta parlando va chiarito che non ci si riferisce non del  subappalto in generale “ma al cosiddetto subappalto a catena per cui l’ultimo subappaltatore è costretto a lavorare a condizioni economiche molto basse e con tempi strettissimi e spesso non ha la possibilità di verificare adeguatamente il piano di sicurezza e le modalità di intervento”.

“ Per ridurre i rischi – incalza Perrini- è necessario che ci sia una buona organizzazione della sicurezza sul luogo di lavoro: ognuno deve sapere come e quando intervenire al fine di limitare i rischi. Se limitassimo il ricorso al subappalto certamente la gestione della sicurezza diventerebbe più semplice”.

Il presidente del Collegio degli Ingegneri  rammenta, infine, che “secondo i dati Eurostat, l’Italia negli ultimi anni ha una media complessiva di 2,6 incidenti mortali sul lavoro per 100.000 lavoratori, contro lo 0,84 della Germania, 1,9 della Spagna, 2,8 dell’Austria, 0,33 dell’Olanda, per citare i paesi con una struttura economico-produttiva simile a quella italiana. Solo la Francia, tra i Paesi a noi più vicini, registra valori più elevati dei nostri: 3,3 incidenti mortali ogni 100.000 lavoratori”.

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