Migrazioni, verità e successi delle province nostrane nei sei documentari italiani in concorso al 59/esimo Festival dei Popoli

La provincia italiana vera protagonista  nei documentari italiani al 59/esimo Festival dei Popoli. I film fanno parte della sezione Concorso Italiano, vetrina della migliore produzione nazionale dell’ultimo anno. I titoli sono tutti in programma allo Spazio Alfieri dal 5 al 7 novembre

Di seguito i titoli selezionati: Corpo a corpo di Francesco Corona (Italia 2018, 68′) si sviluppa nell’arco di dodici anni per seguire le vicende di Paolo Scaroni (che sarà presente in sala), tifoso ultrà che rimase gravemente ferito dopo la partita di calcio tra Verona e Brescia, il 24 settembre 2005, a seguito degli scontri con la polizia. La regina di Casetta di Francesco Fei (Italia, 2018, 79’) vede protagonista Gregoria, l’unica ragazza che vive a Casetta di Tiara, paesino sperduto sull’Appennino tosco-emiliano caro a Dino Campana dove oggi restano solo 10 abitanti. Il passaggio delle stagioni, i riti naturali, la raccolta delle castagne, la caccia al cinghiale, la neve d’inverno, accompagnano le giornate di Gregoria, quelle dei suoi genitori e dei compaesani durante l’ultimo anno che trascorrerà lì: a settembre dovrà trasferirsi in valle per frequentare il liceo. Naturale – Il Teatro Delle Ariette di Livia Giunti (Italia, 2018, 58′) racconta l’attività teatrale di Paola Berselli e Stefano Pasquini, due artisti che hanno portato la loro vita individuale e di coppia in scena e che hanno trasformato la loro cucina in un palcoscenico e il palcoscenico nella loro cucina. Pentcho, di Stefano Cattini (Italia, Gran Bretagna, 2018, 80′) racconta la storia del vecchio rimorchiatore, “Pentcho” che, il 18 maggio 1940, lasciò il porto di Bratislava, sul Danubio con a bordo 520 ebrei – cechi, slovacchi, polacchi –  in fuga dal nazismo intenzionati a discendere il fiume fino Mar Nero e cercare rifugio in Palestina. Quasi domani di Gianluca Loffredo (Italia, 2018, 52′) esplora Cassano all’Ionio (CZ), antico paesino calabrese nel quale il numero di immigrati ha eguagliato quello dei residenti. Cinque storie individuali compongono un affresco di un lento, difficile quanto inarrestabile processo di integrazione. Storia dal qui di Eleonora Mastropietro (Italia, 2018, 74′), tra accenni e testimonianze, racconta una storia di immigrazione interna, quella della sua famiglia, trasferitasi a Milano negli anni ’60 da Ascoli Satriano, paesino pugliese in provincia di Foggia.

Sarà dedicata al cinema italiano anche il Doc at Work – Campus, laboratorio di idee del festival, giunto alla sua seconda edizione, che si concentra sul lavoro svolto dalle scuole di cinema italiane, nella convinzione che la loro attività rivesta un’importanza strategica non solo per la formazione, ma per l’intero settore audiovisivo. 16 i film selezionati tra quelli realizzati nel 2018 dagli studenti della Scuola Holden di Torino, la Civica scuola di cinema Luchino Visconti di Milano, il Centro FilmaP – Atelier di Cinema del Reale di Napoli, Zelig – School for Documentary, Television and New Media di Bolzano. Ospite speciale di questa edizione: la FAMU International Film and TV School – Academy of Performing Arts, di Praga (CZ) presente con una selezione di lavori dei propri studenti.

I titoli (tutti in programma a Spazio Alfieri dal 5 al 7 novembre) sono: Our street di Petra Feňďová che ci immerge nella vita di un angolo di Praga; Cinema di Isabella mari dove una troupe cinematografica sbarca a Napoli, nel quartiere Ponticelli, alla ricerca di location “pittoresche”, convertendo gli edifici, le strade, gli appartamenti in un grande set della marginalità; Pierrot di Antonio Longobardi ci immerge nel mondo di un cinema di periferia e  del suo proprietario, mostrandoci una grande passione per il cinema, per la sua storia e la sua materialità; Il villaggio di Caterina Ferrari, storie e abitudini dei camionisti che muovono le merci per tutta l’Europa; Empire Builders di Andran Abramjan, pellicola perturbante che ci porta al cuore dei movimenti di estrema destra della Repubblica Ceca; esplora la città di Taranto, profondamente segnata dalla questione ambientale, Ogni cosa rosa di Patrizia Emma Scialpi, Fabiana Foschi, Ghila Cerniani, Giuseppe Costa. Ancora la Puglia protagonista ne Il fiore in bocca, di Valeria Civardi e Andrea Settembrini, che ci portano in Salento, regione di estrema bellezza ma segnata da gravi problemi di inquinamento e gestione del territorio; Praga raccontata attraverso le voci di coloro che ci vivono ma vengono da fuori, in un mosaico di punti di vista che restituiscono la complessità e le contraddizioni della città nel corto Prague, a Foreigners Perspective di Daria Kashcheeva; parla della città che cambia e della sua sinfonia urbana il lavoro collettivo Torino 24 realizzato dagli studenti della Scuola Holden; Come se nulla fosse di Clara Delva è un ritratto della Bolzano preda dei progetti di speculazione immobiliare così come Racconti dal Palavesuvio di Luca Ciriello, si accosta a questo edificio enorme e desolato cercando di intercettare gli echi del passato splendore, quando il palasport rappresentava la speranza per una zona fortemente degradata. Tempi di ghisa di Jacopo Benini, Elettra Irene Borchi, Francesco Di Gioia, Federico Di Leo, compone il ritratto del bodybuilder Dino Fumagalli e  di una vita dedicata a questa disciplina; una storia di immigrazione raccontata attraverso lo sguardo di una bambina è al centro di The Little One della regista Diana Cam Van Nguyen; Mein Haus di Gabriella Denisi filma lo scarto tra il mondo da cui vengono le ragazze protagoniste e la realtà in cui stanno vivendo: la comunità Valdese di Ponticelli. Disturbante e affascinante è il racconto affrontato da Alessandro Freschi con la pellicola da Il vicino e infine Passengers di Jana Boršková dove la regista segue i percorsi di vita di alcuni ragazzi cresciuti in una casa famiglia. In occasione della loro presenza a Firenze, questa cinquantina di giovani autori avrà modo di frequentare workshop e altri eventi di formazioni organizzati dal Festival dei Popoli per valorizzare i giovani talenti.

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