In Toscana crescono le frodi creditizie, 1.315 casi nel 2018

In Toscana sono stati 1.315 i casi di frodi creditizie perpetrate mediante furto di identità nel 2018, in crescita del +1,7% rispetto alla precedente rilevazione, dato che posiziona la regione al 9/o posto della graduatoria nazionale guidata nell’ordine da Campania, Lombardia e Lazio.

Da quanto emerge dai dati presentati nella 28/a edizione dell’ Osservatorio Crif – Mister Credit sui furti di identità e le frodi creditizie, a livello provinciale, il maggior numero di frodi creditizie è stato registrato nella provincia di Firenze, con 281 casi, seguita da Pistoia, con 155, e da Pisa e Livorno, entrambe con 150. Ad Arezzo se ne contano 126, a Grosseto 60, a Massa Carrara 83, a Prato 99, a Siena 82. Gli incrementi più consistenti rispetto alla precedente rilevazione, precisa una nota, riguardano le province di Prato, addirittura con un +47,3%, di Pistoia e Arezzo, entrambe con +29,4% e Livorno, con +18,8%.

Nel 2018 in Italia si sono verificati oltre 27.000 casi di frodi creditizie realizzate mediante furto d’identità, la perdita economica stimata ha superato i 135 milioni di euro con un importo medio pari a circa 5.000 euro. La ripartizione delle frodi per regione di residenza dichiarata al momento della richiesta del finanziamento mostra una maggiore incidenza in Campania (16,5% del totale in Italia), Lombardia (11,6%), Lazio (11,2%) e Sicilia (10,2%), seguite a maggiore distanza da Puglia (7,5%) e Piemonte (6,9%); si tratta delle stesse regioni che anche nel 2017 occupavano i primi posti, ma con la novità del primo posto occupato dalla Campania al posto della Sicilia, che scende in quarta posizione.

Tra le tipologie di finanziamento oggetto di frode, il prestito finalizzato continua ad essere il più diffuso, con un incremento di circa il 28% rispetto alla precedente rilevazione, arrivando a spiegare quasi 3 casi su 4, con un importo medio pari a 6.400 euro. Nell’ambito dei prestiti finalizzati ottenuti in modo fraudolento, il 32,7% dei casi ha per oggetto l’acquisto di elettrodomestici, ma quote rilevanti hanno riguardato anche auto e moto (11,8% del totale), l’arredamento (9,9%), le spese per la casa (9,7%) e gli acquisti di prodotti di elettronica, informatica e telefonia (8,5%).

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