Il Coronavirus tra stato di diritto e stato d’eccezione

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Il Coronavirus tra stato di diritto e stato d'eccezione
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Quanto peserà (e quanto pesa) lo ‘stato d’eccezione dettato dal Coronavirus sulla nostra democrazia? Ne abbiamo parlato con l’avvocato Michele Passione del foro di Firenze

“Accanto a Paesi che adottano la linea dell’immunità di gregge (Regno Unito, Germania, in parte la Francia), altri, come l’Italia, hanno scelto di fronteggiare il contagio con provvedimenti emergenziali, condizionati dal quotidiano e da mille lacune e aporie (sulla vacuità dei testi e sulla loro natura di “atti sconosciuti alla Costituzione” non ha usato mezzi termini Marco Plutino, sulle pagine de Il Riformista del 14 marzo)” dice passione.

“Ovviamente, in un contesto come quello attuale, già aggravatosi rispetto al momento dell’intervento citato, risulta difficile l’utilizzo di una informazione e partecipazione corretta, contando su di un’emancipazione delle persone e sulla loro responsabilizzazione, piuttosto che su una logica incapacitante. Molto più facile l’invocazione al bene comune, allo spirito italico, al ce la faremo (…) Così, nel mentre col calar della sera quel che resta del giorno son strade deserte e balconi plaudenti allo spirito italico, la primavera arriva con un coprifuoco sociale, economico, politico. Occorrerà fare grande attenzione, poiché la delega in bianco a risolver problemi, in un Paese come il nostro, rischia di cedere il passo in un attimo alla compromissione di diritti fondamentali (nel mondo del lavoro, del diritto, della coesione sociale)”.

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