GWitchHunters: piattaforma per trovare i glitch nei dati di ‘Virgo’

GWitchHunters

Pisa, l’Osservatorio gravitazionale europeo di Cascina e l’Università di Pisa lanciano GWitchHunters: si tratta, spiega una nota, di una piattaforma online con cui i cittadini “potranno dare un importante contributo nell’analisi dei dati del rivelatore di onde gravitazionali Virgo, partecipando a una delle ricerche di frontiera più affascinanti e appassionanti per il grande pubblico”.

Il portale web protagonista di questa iniziativa di ‘scienza partecipata’ è sviluppato nell’ambito del progetto europeo Reinforce ed è interamente accessibile anche in italiano. GWitchHunters è disponibile anche come app.

Tutti gli appassionati possono aderire a GWitchHunters: non sono richieste competenze specifiche ma solo curiosità e voglia di contribuire. Grazie alla piattaforma online “sarà possibile entrare nel cuore dell’acquisizione dati di Virgo, studiando a esempio i glitch, segnali spuri, generati da movimenti sismici, condizioni atmosferiche o altri fenomeni legati all’ambiente o alla stessa strumentazione del rivelatore, che possono inficiare la rivelazione delle onde gravitazionali. Il segnale proveniente dalle sorgenti cosmiche è debolissimo, e riuscire a catturarlo è come riuscire a sentire cadere un fiammifero in una discoteca”.

GWitchHunters“Ai volontari chiediamo di analizzare delle immagini che rappresentano l’evoluzione nel tempo e nella frequenza dei segnali di rumore di Virgo, e di identificare in queste immagini la ‘firma’ caratteristica dei glitch e classificarne la tipologia. – spiega Massimiliano Razzano dell’Università di Pisa, membro della collaborazione Virgo e coordinatore del progetto di citizen science -. Nonostante esistano algoritmi automatici per studiare il rumore, i nostri occhi sono un potentissimo strumento di analisi per distinguere le forme associate ai diversi tipi di segnali.

Il contributo degli appassionati ci consentirà di costruire un database di informazioni più completo, che servirà a sviluppare nuovi algoritmi basati sull’intelligenza artificiale e quindi a migliorare ulteriormente le prestazioni del rivelatore”. In poche settimane dal lancio dell’iniziativa, hanno aderito oltre 1500 volontari in tutto il mondo e sono state completate già centomila classificazioni di immagini.

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