Gli Innocenti di Firenze (The Innocents of Florence). L’anteprima venerdì 17 al cinema La Compagnia

Gli Innocenti di Firenze (The Innocents of Florence). Il documentario di Davide Battistella sul restauro del dipinto “La Madonna degli Innocenti”,  di epoca rinascimentale, che svela una pagina di storia legata alla cura dei bambini abbandonati. L’anteprima venerdì 17 al cinema La Compagnia, alla presenza del regista e  in programmazione fino al 26 maggio

Il documentario d’arte, firmato da Davide Battistella, Gli Innocenti di Firenze, rivela al pubblico una pagina di storia cittadina, di epoca rinascimentale, poco conosciuta, legata alla storia dell’Istituzione che da sempre si è presa cura dei bambini abbandonati. La proiezione, in anteprima, si terrà a La Compagnia di Firenze (via Cavour 50/r), venerdì 17 maggio (ore 21.00, in inglese, sottotitolato in italiano), alla presenza del regista, dove resterà in programmazione fino al 26 maggio (in italiano, sottotitolato in inglese).

Nel film, una pittura realizzata 600 anni fa, porta due restauratrici d’arte a Firenze, in un viaggio che mette in luce la storia delle centinaia di migliaia di bambini abbandonati e delle donne che li hanno salvati. Il restauro del dipinto La Madonna degli Innocenti di Firenze è stato seguito da due restauratrici: Nicoletta Fontani ed Elizabeth Wicks e promosso dalla Dott.ssa Jane Fortune, conosciuta a Firenze anche con il soprannome di “Indiana Jane”, per aver fondato l’organizzazione Advancing Women Artists (AWA).

Il dipinto fu realizzato nel 1446 come stendardo dell’Istituto degli “Innocenti”: il suo restauro ha consentito numerose scoperte. Il documentario, in 90 minuti va ad esplorare le tecniche e i contenuti dell’opera, che raffigura la maternità, l’umanità fiorentina e la creazione di uno dei primi ospedali per bambini al mondo.

“Già nel 1421  l’Istituto degl’Innocenti prendeva in anonimato i bambini abbandonati, in maggior numero di sesso femminile. Alcuni di questi erano nati fuori dal matrimonio, oppure erano il risultato di uomini facoltosi che fecondavano le serve in modo che potessero diventare balie per i propri figli. Un bambino, dopo essere stato abbandonato, veniva portato nell’Istituto dove gli veniva dato un nome, prendeva la cittadinanza fiorentina e veniva battezzato – spiega Battistella – poiché, anche se non riuscivano a sopravvivere, questo avrebbe salvato le loro anime. Secondo il pensiero del Rinascimento, infatti i bambini morti prematuramente e non battezzati finivano nel Limbo. In altre città italiane, i bambini abbandonati erano soprannominati “Trovatelli” o peggio, “Bastardini” (piccoli bastardi); a Firenze, venivano invece chiamati “Innocenti” e gli veniva data un’altra possibilità di vita”.

Ogni progetto di restauro è un viaggio di scoperta. È come scavare i vari strati della storia. – spiega Elizabeth Wicks – Quando abbiamo iniziato a lavorare sul dipinto “Madonna degli Innocenti”, non avevamo idea di quanto mistero avremmo trovato e quante scoperte avremmo fatto durante il restauro. I dipinti non sono sempre ciò che sembrano in superficie. Solo il processo di restauro, con le sue ricerche e studi tecnici, può fornirci gli indizi per capire veramente l’immagine, anche se a volte solleva più domande che risposte”.

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