Ven 21 Giu 2024

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Gkn : in 2 su torre della stazione SMN

La nuova protesta si lega al rinvio del tavolo convocato per oggi al Mimit e slittato dopo che il liquidatore di Qf ha reso noto di non essere stato correttamente informato e convocato per l’incontro. Esposto anche uno striscione con scritto ‘Liberare Gkn’.

Due dipendenti ex GKN sono saliti sulla torre faro, alta alcune decine di metri, a fianco del binario 17 della stazione di Santa Maria Novella a Firenze.  La nuova protesta si lega al rinvio del tavolo convocato per oggi al Mimit e slittato dopo che il liquidatore di Qf ha reso noto di non essere stato correttamente informato e convocato per l’incontro.

“Liberare Gkn dal ricatto. Liberare Firenze e Campi dalla speculazione – si legge su Fb del Collettivo -. Più voi siete melma, più noi cerchiamo il cielo. Volete farci male con un muro di gomma, di giochini psicologici, di calunnie? Volete mettere a rischio i nostri corpi, la nostra psicologia? Vi piace? Scegliamo noi allora come rischiare. La vittoria sarebbe storia, la caduta non sarà mai banale. Commissariate Qf, pagate gli stipendi, intervento pubblico con un consorzio industriale”.

Al binario 17, si spiega poi dalla Rsu ex Gkn, s”i sono riuniti gli operai e la comunità solidale che sostiene la lotta della ex Gkn, l’azionariato popolare, i progetti di riconversione industriale, il mutualismo e le attività culturali organizzate sulla base dell’art. 11 dello Statuto dei Lavoratori, tra cui il Festival di letteratura Working Class in programma dal 4 al 7 aprile a Campi Bisenzio”.

“L’incontro al Mimit era già qualcosa di fumoso per noi – commenta poi la Rsu in una nota – visto che il Governo era stato buono e zitto durante tutta la procedura di licenziamento. Poi, basta una mail del liquidatore, che dice di non essere in copia alla convocazione perché un intero Governo, assente e ostile, evidentemente, alla dignità sociale, rimandi. Qualcuno cerca di sminuire dicendo che è rimandato solo di qualche giorno? Sono due anni e mezzo che ci prendono in giro ‘solo qualche giorno’ e intanto i giorni di stipendio non pagato si accumulano e di ammortizzatori sociali legati alla reindustrializzazione non si parla”.

Gli operai, si spiega ancora, sono saliti sulla torretta per chiedere il commissariamento di Qf “perché siamo di fronte a dolo o incapacità umana e imprenditoriale”, il pagamento degli stipendi “anche perché hanno palesemente dimostrato di avere liquidità”, di lasciare il territorio e la comunità operaia “liberi di pensare alla reindustrializzazione e al futuro industriale del sito, cessando questa guerra unilaterale contro operai e territorio. Non va liberato un fantomatico stabilimento, ma una fabbrica dal ricatto e da potenziali logiche speculative”.

“È chiaro ormai che tutto è studiato in ogni dettaglio – conclude la Rsu – per annientare economicamente, fisicamente, psicologicamente il corpo operaio, la comunità che da 33 mesi resiste in assemblea permanente contro l’ipotesi di delocalizzazione e smantellamento della ex Gkn. Se lo scopo è quello di annullare dei corpi, che resistono in lotta, questi corpi si mettono orgogliosi in gioco: a decine di metri d’altezza. Ma questo non è il solo metodo di lotta e mobilitazione, è solo uno dei tanti. Convochiamo il festival della letteratura working class ‘come cosa viva lanciata a bomba contro l’ingiustizia’. Partiamo per un nuovo Insorgiamo tour per l’intervento pubblico, per chiedere un consorzio regionale per realizzare una fabbrica pubblica e socialmente integrata”.

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