Gkn, Borgomeo: “Per piano industriale serve fabbrica agibile”

francesco borgomeo GKN
© ImagoeconomicaFRANCESCO BORGOMEO PRESIDENTE AREA INDUSTRIE CERAMICHE

Firenze, Francesco Borgomeo, proprietario di Qf (società di gestione della ex Gkn) è intervenuto da remoto alla commissione Sviluppo economico di Palazzo Vecchio.

L’intervento di Borgomeo alla commissione Sviluppo economico riguarda il piano industriale. Piano che si baserebbe sugli e-drive e sui motori elettrici di ultima generazione.

“Abbiamo predisposto un piano industriale innovativo e complesso, ma la messa a terra del piano non è compatibile con l’attuale situazione”. Queste le parole utilizzate dal proprietario di Qf, società di gestione dell’ex Gkn.

“Il tema della cassa integrazione -continua Borgomeo- è cruciale, il problema che abbiamo avuto sta nel fatto che il 31 dicembre 2021 è cambiata la normativa. Alcune casse integrazione sono sparite. Quando poi abbiamo fatto il tavolo, il 19 gennaio 2022 non c’erano i decreti attuativi per il nuovo sistema di cassa integrazione.”

“Il Ministero -dice-, a quel punto, ci ha detto di andare avanti e di attendere i decreti attuativi: è tutto firmato”.

Borgomeo ha poi parlato del cronoprogramma per salvare l’azienda: “C’era un periodo ponte gennaio-agosto dove doveva essere prevista la cassa integrazione. Fino a marzo non è successo niente, il ministero ci ha dato una proroga. Poi è arrivata la seconda proroga e siamo arrivati così a settembre.”

“Io -sostiene- non ho fatto il ‘furbo’. Se lo avessi voluto fare non mi sarei messo in prima persona, avrei nominato un amministratore. Invece ci ho messo la faccia. E rispondo anche a chi dice che ho preso l’azienda ad un euro: non è così, le multinazionali non danno immobili e macchinari ad un euro, ma sulle cifre ci sono patti di riservatezza molto rigidi. Inoltre sul futuro io sono un imprenditore: sono abituato a pensare che esiste la proprietà privata, se uno deve prendere la mia azienda si siede con me. Ripeto, sono sempre disponibile a mettermi da parte”.

Borgomeo ricorda poi che “l’azienda non ha ricavi, il piano industriale ha bisogno di essere messo a terra e per fare questo serve la fabbrica agibile. Noi abbiamo mandato i nostri ingegneri a prendere le misure, ci è persino stato vietato di fare le fotografie dentro lo stabilimento”.

Le dichiarazioni sui lavoratori

“All’interno dello stabilimento -dice Borgomeo- ci sono tensioni. Tra i 300 lavoratori una parte è particolarmente aggressiva. A Campi Bisenzio c’è un movimento politico: all’ingresso si trova la scritta ‘Insorgiamo’ e non la posso far togliere. Addirittura io in Consiglio comunale non sono intervenuto perché sempre quel gruppo politico ha detto che se fossi intervenuto, loro non avrebbero partecipato.”

“Serve un tavolo con istituzioni, sindacati, Rsu -prosegue- per capire come ripristinare la normalità all’interno dello stabilimento, che non è una sorta di centro sociale”.

“Il sindaco Nardella e il presidente Giani hanno capito che c’era tensione, ma dal Ministero non hanno preso in mano la questione – ha aggiunto -. Adesso c’è un nuovo governo, aspetto che si entri nel merito”.

Il proprietario di Qf ha poi raccontato il momento del suo arrivo: “Quando sono arrivato la situazione era già persa da un punto di vista di prospettive – ha spiegato -. Non c’erano più tavoli, non c’era dialogo”.

Sui rapporti col fondo Melrose  dichiara Borgomeo che “loro sono dei giganti, i soci di Melrose hanno il 20% del debito pubblico italiano, parliamo di un gigante. Mi è stato detto che sono la testa di legno della Melrose, ma non è così, sennò sarei arrivato il 12 febbraio, a licenziamenti effettuati.”

“Invece conclude- ho investito dei soldi e ho anticipato una cassa integrazione dove nessuno ha avuto rispetto nei miei confronti. A me dà soddisfazione salvare posti di lavoro, molto più che fare soldi”. Sul futuro “abbiamo ragionato sulla possibilità di portare un progetto molto innovativo, gli e-drive, motori elettrici di nuove generazioni”.

La conferma della riduzione dei turni di dicembre

È stata poi confermata la notizia della prossima riduzione dei turni alla ex Gkn è dal presidente di Qf Francesco Borgomeo.

“Modifichiamo -spiega- le turnazioni e le riduciamo nel mese di dicembre, come faccio in tutte le aziende”.In questo modo Borgomeo conferma quanto già reso noto dalla Rsu dello stabilimento di Campi Bisenzio.

Bruno Moscarelli, manager di Qf e collegato anch’egli tramite videoconferenza, ha poi precisato che “visto che ci deve essere un passaggio obbligato con le Rsu, noi non abbiamo comunicato quelle che sarebbero state le turnazioni, perché quella è materia di confronto con le Rsu.”

“Appena -conclude Moscarelli- avremo pronti i nuovi turni faremo un confronto con loro. Abbiamo semplicemente preavvisato i dipendenti che in questo momento è nostra intenzione ridurre la turnazione. Anche perché, in una situazione un po’ ibrida come questa, è chiaro che forse non servono più tutte quelle persone che si possono occupare di sorveglianza e quant’altro”.

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