Gio 20 Giu 2024

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Generale Mori indagato a Firenze per Stragi ’93

Lo ha reso noto lo stesso ufficiale dei carabinieri. Gasparri, ‘Nordio si muova, mandi ispezione a Procura Firenze’. Solidarietà al generale Mori. Serve riforma della giustizia

“Pur avendone l’obbligo giuridico, non avrebbe impedito mediante doverose segnalazioni e denunce all’autorità giudiziaria, ovvero con l’adozione di autonome iniziative investigative e preventive, gli eventi stragisti di cui aveva avuto anticipazioni”, poi verificatisi a Firenze, Roma e Milano, nonché il fallito attentato allo stadio Olimpico. Queste le accuse mosse dalla procura di Firenze.

E’ stato lo stesso Generale Mori a rendere nota la notizia. “Nel giorno del mio 85esimo compleanno ho ricevuto, dalla Procura della Repubblica di Firenze, un avviso di garanzia con invito a comparire per essere interrogato in qualità di indagato per i reati di strage, associazione mafiosa e associazione con finalità di terrorismo internazionale ed eversione dell’ordine democratico” ha dichiarato apprendendo   di essere sotto inchiesta per gli attentati di Firenze, Milano e Roma del 1993.

” Secondo i pm di Firenze, dunque -dicce Mori- pur essendo a conoscenza degli imminenti attentati Mori non avrebbe fatto nulla per impedirli. A informare il generale, per l’accusa, sarebbe stato “prima nell’agosto 1992, il maresciallo Roberto Tempesta informato dall’esponente della destra eversiva Paolo Bellini che gli avrebbe anticipato le bombe al patrimonio storico, artistico e monumentale e, in particolare, alla torre di Pisa” e, qualche tempo dopo, anche il pentito Angelo Siino “durante il colloquio investigativo – scrivono i pm – intercorso a Carinola il 25 giugno 1993, che gli aveva espressamente comunicato che vi sarebbero stati attentati al Nord”.

“Dopo una violenta persecuzione giudiziaria – portata avanti con la complicità di certa informazione e durata ben 22 anni – che mi ha visto imputato in ben tre processi, nei quali sono stato sempre assolto, credevo di poter trascorrere in tranquillità quel poco che resta della mia vita”, dice Mori. “Ma devo constatare che, evidentemente, certi inquirenti continuano a proporre altri teoremi, non paghi di 5 pronunce assolutorie e nemmeno della recente sentenza della Suprema Corte che, nell’aprile scorso, ha sconfessato radicalmente le loro tesi definendole interpretazioni storiografiche. – aggiunge- Per questo motivo, quei giudici della Cassazione sono stati duramente criticatati dal consesso dei lottatori antimafia nella totale indifferenza del Csm che, dinnanzi a questi violenti e volgari attacchi, tace a fronte di questo disegno che ha come unico obiettivo quello di farmi morire sotto processo”

“Quelle a mio carico, com’è agevole a tutti comprendere, sono accuse surreali e risibili se tutto ciò non fosse finalizzato alla gogna morale che sarò costretto a subire ancora per chissà quanti anni” precisa   Mori commentando  l’inchiesta a suo carico aperta dai pm di Firenze per le stragi del 93. ”

“L’atto istruttorio è stato fissato per il prossimo 23 maggio ma verosimilmente verrà rinviato poiché il mio difensore ha comunicato alla Procura di Firenze di non poter essere presente per concomitanti impegni professionali a Palermo”. Lo rende noto il generale Mario Mori a cui i pm di Firenze hanno inviato un avviso di garanzia con invito a comparire nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci. L’ufficiale è sotto inchiesta per gli attentati mafiosi del ’93.

“Se non fosse una tragica dimostrazione di un accanimento persecutorio ci sarebbe da ridere di fronte alla notizia che il generale Mori, benemerito dalla lotta alla criminalità, é indagato dalla Procura di Firenze per le stragi del ’93. La stessa Procura che perseguita Berlusconi e Dell’Utri con teorie che non voglio nemmeno definire perché nessuna definizione di contestazione sarebbe adeguata” qeusto invece quanto dichiara  il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri. “Voglio esprimere rinnovata, rafforzata, pubblica solidarietà al generale Mori, che paga ancora oggi le conseguenze di aver arrestato Totò Riina, di avere stroncato la mafia e tanti altri fenomeni criminali. Una figura esemplare di italiano – aggiunge – che ha combattuto il terrorismo accanto ad Alberto Dalla Chiesa e che ha combattuto la criminalità organizzata insieme ad altri valorosi Ufficiali”.

“Questa decisione di Firenze dimostra che serve una immediata e drastica riforma della giustizia. Nordio si muova. E mandi un’ispezione a Firenze perché questa roba deve cessare. Una cosa indefinibile. Una situazione inguardabile. Servirebbero gli ispettori oggi stesso per porre fine alla persecuzione nei confronti degli eroi della legalità. Sono indignato e deciso a difendere la legalità repubblicana e democratica di fronte a queste vicende”.

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