Mar 18 Giu 2024

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Furto a distributore di carburante, forzata la cassaforte dell’accettatore di banconote

Firenze, uno faceva da ‘palo’, l’altro apriva la cassaforte dell’accettatore di banconote e portava via il denaro in soli diciotto secondi. Con questa tecnica due uomini avrebbero messo a segno un furto il 22 maggio nella stazione di servizio di Rufina e ne avrebbero tentato un altro il 14 agosto nel distributore di benzina in viale Europa a Firenze, impossessandosi complessivamente di 500 euro.

I due presunti autori del furto sono stati identificati, sono un uomo di 64 anni, già noto alle forze dell’ordine, e un altro di 36, entrambi sono stati arrestati dai carabinieri in esecuzione di una misura di custodia cautelare emessa dal gip di Firenze con l’accusa di furto aggravato anche tentato.

La coppia avrebbe portato via piccole somme per evitare che il gestore della pompa di servizio si accorgesse dell’ammanco. Per il colpo a Rufina, i due, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dopo aver raggiunto il distributore con auto intestate a loro familiari, avrebbero aperto la cassaforte con chiavi contraffatte e sottratto una manciata di banconote.

Dopo pochi giorni, avrebbero tentato di ripetere il furto ma senza riuscirvi, perché il gestore si era accorto degli ammanchi e aveva sostituito la serratura. Tre mesi più tardi, nel mirino è finito il distributore di via Europa. I due, dopo aver spostato le telecamere di video sorveglianza, avrebbero tentato di impossessarsi dell’incasso contenuto nell’accettatore, dopo aver forzato il lucchetto di sicurezza, posto in aggiunta alla serratura blindata.

Ma alcuni automobilisti si sono fermati a fare rifornimento e il piano è andato monte. Dalle indagini è emerso che i due sceglievano impianti di servizio isolati e prima di entrare in azione studiavano i sistemi di videosorveglianza e le serrature per agire in velocità.

Nell’abitazione del sessantaquattrenne i carabinieri hanno rinvenuto numerose chiavi artigianali per casseforti, ma anche diversi calibri per la duplicazione e l’intaglio del metallo oltre ad appunti con misurazione delle serrature. Non è escluso che la coppia abbia messo a segno altri furti: le indagini proseguono anche nelle province di Arezzo, Prato e Siena.

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