Frodi mascherine, risarcimenti di 2mln ad Estar

Frodi

Prato, la centrale per gli acquisti sanitari della Regione Toscana, Estar, riceverà quasi 2 milioni di euro dei 3,2 che aveva pagato per la commessa da 93 milioni di mascherine stipulata con Yl, ditta cinese finita in un’inchiesta per frodi della procura di Prato e guardia di finanza per i Dpi commissionati in emergenza Covid.

L’indagine, un anno fa, aveva fatto emergere delle maxi-frodi ai danni della Regione Toscana: le mascherine non solo non rispondevano ai requisiti di qualità ma la loro produzione era stata subappaltata a ditte cinesi con operai irregolari nonostante l’appalto non prevedesse l’esternalizzazione del lavoro.

Ora, una sentenza del giudice Alberto Lippini ha accordato 15 patteggiamenti e confiscato circa 2 milioni di euro al gruppo Yl, soldi che appunto devono essere restituiti ad Estar. Patteggiano una condanna a 1 anno e 10 mesi i due fratelli al vertice del gruppo Yl che, in piena emergenza sanitaria, convertì la produzione da abbigliamento a dispositivi di protezione.

La conversione fruttò due maxi-commesse: una da Estar per 93 milioni di mascherine, e l’altra dalla Presidenza del Consiglio dei ministri che ne ordinò 7 milioni da distribuire alla Protezione civile. L’incasso complessivo avrebbe dovuto essere di 45 milioni.

Gli altri patteggiamenti riguardano parenti dei fratelli a capo della Yl e 10 cinesi a capo delle varie ditte in subappalto: per loro condanne da 1 anno e 2 mesi, a 2 anni, a seconda del numero di lavoratori irregolari alle dipendenze.

Le accuse, a vario titolo, sono frode in pubblica fornitura, truffa aggravata ai danni di Estar e truffa tentata ai danni della Presidenza del Consiglio, impiego di manodopera clandestina, sfruttamento del lavoro e favoreggiamento della permanenza in Italia di operai irregolari per trarne profitto.

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