Dalle 10 i residenti organizzano laboratori per bambini e incontri, poi alle 12 il pranzo. Nel pomeriggio alle 15 il presidio che vede l’adesione, tra gli altri, di Anpi e Firenze Antifascista
Un gruppo di cittadini di Firenze , residenti nel Quartiere 5, hanno deciso di organizzare una pranzo in piazza Tanucci per dire no all’apertura della prima sede italiana del movimento di Roberto Vannacci “Futuro Nazionale”. Apertura che ha già registrato una contrarietà molto diffusa in città, dai partiti che governano la città, alle associazioni, ai centri sociali. Domani dalle 10:00 in piazza Tanucci i residenti daranno vita ad una mattinata di laboratori, giochi per bambini e incontri fino al pranzo a cui sono tutti invitati.
Nel pomeriggio dalle 15 il presidio che vede anche la partecipazione di Firenze Antifascista, come rilanciato sui canali social.
“Rilanciamo e sosteniamo l’appello dei residenti di piazza Tanucci che si sono attivati per manifestare la propria contrarietà all’apertura della sede fiorentina di Futuro Nazionale con la presenza di Vannacci” si legge nel comunicato di Firenze Antifascista..
“L’appuntamento sarà sabato 28 marzo alle 10 in piazza Tanucci per una mattinata tutti insieme con attività per i bambini e un pranzo sociale – chi verrà, porti qualcosa da mangiare – e a seguire, alle 15, ci spostiamo in Piazza Leopoldo per la manifestazione.
Cogliamo l’occasione per rilanciare anche l’assemblea di venerdì 3 aprile organizzata da Firenze Antifascista alle ore 18.00 al Parterre per preparare insieme la giornata del 25 aprile che come ogni anno si terrà in piazza Santo Spirito” li legge ancora nel comunicato.
Che prosegue “la presenza di Vannacci a Firenze infatti non è un semplice evento da accogliere con distaccata tolleranza: è la messa in scena di un progetto politico preciso, che punta a normalizzare idee di esclusione e nostalgia autoritaria.
Vannacci non è un provocatore isolato: è l’espressione organica di una destra che usa la retorica della “libertà di parola” per legittimare una visione di società gerarchica e militarizzata.Dietro il linguaggio dell’uomo qualunque che “dice ciò che tutti pensano” si nasconde un messaggio di classe molto chiaro: c’è chi merita di stare in alto e chi deve stare in basso, chi impartisce ordini e chi obbedisce, chi appartiene “alla nazione” e chi ne è espulso”.
“Contestare Vannacci non è censura: è memoria, è coerenza con chi ha combattuto per liberare questo paese dal fascismo, con chi ha lottato per arrivare alle conquiste sociali che personaggi come lui vorrebbero seppellire una volta per tutte.
La nostra risposta è collettiva e senza deleghe: nessuno spazio di agibilità a chi alimenta la politica dello sfruttamento, della diseguaglianza e della paura!” conclude iil comunicato

