Firenze: donna aggredita e rapinata in casa

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Una donna di 67 anni è stata aggredita e rapinata da due uomini che si sono introdotti nella sua abitazione, cuscino sul volto per non farla gridare.

Ieri sera intorno alle 23,40 in un condominio di via Settembrini, nella zona delle Cure a Firenze due uomini si sono introdotti in un’abitazione aggredendo la proprietaria, donna di 67 anni.

Durante la rapina i malviventi, che secondo la testimonianza della vittima alla polizia parlavano italiano con accento dell’Est Europa, le hanno premuto un cuscino sulla faccia per non farla gridare, costringendola a respirare a fatica. I due sono poi fuggiti portando via gioielli per un valore di circa 10mila euro e alcune centinaia di euro in contanti. Sul posto la scientifica della polizia, agenti della squadra volante e della mobile.

Secondo quanto ricostruito, la 67enne, che vive da sola al primo piano di uno stabile, ieri sera è andata a letto chiudendosi a chiave in camera. E’ stata svegliata da forti rumori provenienti dalla corte interna del suo palazzo. Poco dopo ha udito altri rumori, provenienti questa volta da casa sua dove i rapinatori, che hanno agito a volto scoperto ma con le mani protette da guanti, erano entrati nella casa forzando una porta finestra. La 67enne ha afferrato il telefono per chiedere aiuto, ma quando stava per contattare il 113 i due uomini hanno sfondato la porta della camera mettendole poi prima una mano sulla bocca e poi il cuscino per non farla gridare. Le hanno detto che sarebbero andati via presto poi le hanno chiesto dov’era la cassaforte. Mentre uno le premeva il cuscino sul viso il complice rovistava nei mobili. Quando sono fuggiti la vittima ha avvisato la polizia. In stato di choc, è stata portata all’ospedale da dove è stata poi dimessa con tre giorni di prognosi per un forte stato di ansia.

“Ai nostri governanti, al sindaco Nardella, al governatore Rossi chiedo: aiutateci a casa nostra”.Lo scrive, in un lungo post pubblicato su Fb la figlia della 67enne aggredita a rapinata ieri sera nella sua abitazione a Firenze. Nel post la donna ripercorre la fasi del colpo che le ha riferito la madre, affermando anche che i rapinatori erano “zingari”. Nella prima testimonianza resa dalla madre alla polizia, la vittima ha parlato di due uomini che parlavano italiano con accento dell’Est Europa.
“A Firenze un problema di legalità legato alla presenza dei rom esiste, ed è innegabile” scrive la donna. “Ieri – continua – un’intera città si è mobilitata per dire no al razzismo: io posso assicurare ai nostri governanti che per le persone perbene come me e mia madre il problema non è la razza, è il rispetto delle leggi”. “Non le decine di migliaia di euro di danni – si legge nel post su Facebook – ma il terrore di una voce dall’accento straniero che ti chiede: ‘Dimmi dov’è la cassaforte’, mentre il peso del suo corpo ti schiaccia contro il materasso e il cuscino che hai premuto sulla faccia ti impedisce di respirare”. “Non i soldi che hanno rubato dal portafogli – si legge ancora -, ma l’orologio d’oro appartenuto a mio padre, e prima di lui a mio nonno e al padre di mio nonno, che mia madre conservava come una reliquia, perché è una delle poche cose che le rimangono di suo marito”. I malviventi, aggiunge, “non hanno preso perle, non hanno preso argento. Si sono presi un pezzo della nostra vita, della nostra intimità, si sono presi la certezza di essere al sicuro in casa nostra”.

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