Firenze, appello cinema Odeon: firmano anche Serra Ylmaz e Drusilla Foer

cinema Odeon Ylmaz Foer

L’appello è rivolto al presidente della Toscana Eugenio Giani, al sindaco di Firenze Dario Nardella, alla proprietaria dell’Odeon Gloria Germani, all’ad di Giunti editore Martino Montanarini e al soprintendente Abap Andrea Pessina.

Un appello firmato da 48 operatori della cultura e del cinema di Firenze – da Serra Yilmaz a Drusilla Foer riporta una nota – dopo l’annuncio del progetto ‘Giunti-Odeon’, che prevede l’apertura anche di una libreria e di un bar ristorante nei locali del cinema della centrale piazza Strozzi.

Una petizione online per garantire “pubblicamente che l’integrità e l’estetica” del cinema Odeon di Firenze, sala realizzata da Alfonso Coppedè e Marcello Piacentini, “saranno rispettate, che la platea e la galleria non saranno alterate o ridimensionate, e che non saranno inserite nella sala strutture che ne modifichino il fascino, l’identità storica e la funzione cinematografica”.

I firmatari, che si dicono “fiduciosi della serietà e reputazione dei soggetti privati coinvolti”, chiedono anche alle istituzioni pubbliche “che siano subito avviate iniziative di confronto con la proprietà e i suoi partner sul progetto ‘Giunti-Odeon’ verificando che queste condizioni siano rispettate e garantite. Conosciamo le gravi difficoltà del settore culturale e cinematografico, molti di noi le affrontano faticosamente tutti i giorni. Ma non possiamo rischiare di perdere l’identità di un simbolo della cultura fiorentina, qual è il Cinema Odeon”, si osserva.

I sottoscrittori dell’appello ritengono che “Firenze non possa permettersi di veder ridimensionata o, peggio, snaturata, la più importante sala storica rimasta nel centro della città. L’Odeon è un cinema che per decenni è stato il fulcro della nostra cultura cinematografica e ancora oggi è una delle sale più frequentate. Dal 2008 al 2016 è stato la casa dei più importanti Festival di Cinema della città durante la 50 giorni di Cinema a Firenze. Per molti di noi è stato, ed è ancora, un luogo indispensabile di socialità, ricerca, crescita culturale e professionale”.

“Siamo coscienti che sussistono dei vincoli strutturali e di destinazione sul Cinema Odeon, ma conosciamo fin troppo bene come questi in altri casi siano stati purtroppo aggirati. Ne è un esempio l’ex Cinema Gambrinus in piazza della Repubblica, tragicamente trasformato in un ristorante per turisti. Non possiamo e non vogliamo rimanere in silenzio di fronte a questo rischio – concludono -, poiché i dettagli delle modifiche previste dal progetto ‘Giunti-Odeon’ non sono stati ancora resi pubblici”.

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