Presidente Vinci: “Prove tangibili escludono il suicidio”. Voto unanime per omicidio, ora movente e responsabilità dopo 13 anni di depistaggi.
“Siamo qui perché finalmente, dopo tanti anni, grazie alle due perizie che sono state depositate abbiamo rinvenuto delle prove tangibili che escludono definitivamente il suicidio”. Con queste parole nette il senatore Gianluca Vinci (FdI), presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, ha annunciato a Siena – davanti alla famiglia e ai cittadini – il cambio di paradigma ufficiale: l’ex capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, precipitato da una finestra della Rocca Salimbeni il 6 marzo 2013, è stato vittima di omicidio. La dichiarazione, rilasciata prima della presentazione del rendiconto di metà mandato della commissione istituita nel 2022, segna un punto di svolta epocale. “Ne abbiamo preso atto anche in commissione questa settimana, votando all’unanimità che si tratta di un omicidio, non più di un suicidio, e quindi di andare avanti per trovare i colpevoli e il movente”, ha proseguito Vinci, sottolineando l’unanimità dei parlamentari (da FdI a PD) dopo anni di divisioni. Le due perizie citate – una balistica/forense del RIS di Roma e una simulazione 3D biomeccanica condotta da esperti incaricati dalla commissione – dimostrerebbero l’impossibilità fisica della tesi suicidaria. Rossi, 51 anni, non poteva autonomamente scavalcare la sbarra della finestra (altezza 1,40 m) e lanciarsi nel vuoto cosciente: traiettoria del corpo, lesioni da “trattenuta” ai polsi (orologio mancante, ecchimosi), ferite alle mani e assenza di segni da autosospensione indicano intervento di terzi. La dinamica ricostruita: Rossi sarebbe stato sollevato, sospeso nel vuoto da almeno due persone e poi rilasciato, compatibile con i video di sorveglianza della notte fatale. Il caso, riaperto nel 2017 dalla Procura di Genova dopo errori senesi (7 avvocati indagati per falsa perizia), aveva già prodotto tre archiviazioni (ultima 2022). La superperizia RIS del 2022, pur dubbiosa, è stata ora superata da nuove analisi: “Qualcuno lo teneva per il polso”, ha confermato un consulente in audizione. La famiglia Rossi, guidata dalla vedova Antonella Tognazzi, ha sempre denunciato anomalie: pc formattato post-mortem, depistaggi telefonici, silenzi di MPS su scandali Alexandria/Santorini. Ora la commissione, con risorse prorogate al 2027, punta a identificare movente – legato a dossier esplosivi su derivati bancari che Rossi minacciava di rivelare? – e colpevoli. Vinci ha annunciato richieste di atti alla Procura e audizioni di ex manager MPS (come Mussari). Siena, città ferita, attende verità: dal 2013 cortei annuali, inchieste tv (Le Iene, Report) e un murales in memoria. L’omicidio, se confermato in sede giudiziaria, riscriverebbe pagine nere di cronaca italiana.

