#Critico per un giorno presenta: Atlantide

Torna l’appuntamento di #Critico per un giorno per i Soci Del Controradio Club. Si torna insieme al cinema con Gimmy Tranquillo. Il film/documentario scelto per  lunedì 29 novembre alle 19:00 è “Atlantide”, cinema La Compagnia

Atlantide è il primo film di finzione dell’artista e documentarista Yuri Ancarani. Presentato quest’anno nella sezione Orizzonti della Mostra d’arte cinematografica di Venezia, il film è una vera e propria sinfonia d’immagini che dipinge l’agonia dell’umano.

Per partecipare all’iniziativa è necessario scrivere una mail entro venerdì 26 novembre a club@controradio.it con il proprio nome e cognome.  Ogni socio avrà diritto a 2 biglietti omaggio.

Sinossi: Daniele è un ragazzo di Sant’Erasmo, un’isola della laguna veneziana, che vive nel culto del proprio “barchino”: esattamente come l’asfalto, l’acqua può infatti ospitare gare clandestine tra le piccole imbarcazioni dei giovani della zona. Le giornate di Daniele trascorrono nel nulla, punteggiate da giri sul barchino a ritmo di trap, pervase di noia con la fidanzata, o alla ricerca di un pezzo da montare, di un’elica o un motore che renda la barca più veloce… INFO COMPAGNIA

“Atlantide è un film nato senza sceneggiatura. I dialoghi sono rubati dalla vita reale, e la storia si è sviluppata in divenire durante un’osservazione di circa quattro anni, seguendo la vita dei ragazzi. Questo metodo di lavoro mi ha dato la possibilità di superare il limite di progettazione tradizionale nel cinema: prima la scrittura e poi la realizzazione. Così il film ha potuto registrare in maniera reattiva questo momento di grande cambiamento di Venezia e della laguna, da un punto di vista difficile da percepire, attento allo sguardo degli adolescenti. Il desiderio di vivere così da vicino le loro vite, dentro i loro barchini, ha reso possibile tutto il resto: il film si è lentamente costruito da solo.”  Yuri Ancarani

Le Recensioni dei Soci:

Film con trama molto “semplice” che contiene dei risvolti che purtroppo oggi non sono trattati con la giusta attenzione sociale anche se purtroppo sono attualissimi
Al termine del film molto belle le riprese con uno sfondo di una città che ha un fascino molto particolare e molto contrastato nel suo essere e questo è un po’ il filo conduttore di questi ragazzi che la vivono con il principale interesse di vita  dei “barchini” con tutte le conseguenze che questo comporta anche nell’ illegalità con un tragico finale. (Patrizio)
Credo che regia, fotografia e montaggio siano perfette! Yuri Ancarani ha dimostrato un’intelligenza e una capacità rappresentativa veramente unica.
Ha riportato il vuoto, il nulla, l’emarginazione, l’assenza di ideali collettivi delle fasce giovanili escluse nel nord-est con trasposizione delle stesse dinamiche di Scampia che altrettanto magistralmente ha riportato Gomorra. Meravigliosa la Venezia non scontata e mercificata al turismo che Yuri Ancarani è riuscito, con effetti di ripresa eccellenti, a mostrare. Giudizio complessivo: eccellente! Grazie e alla prossima. (Gabriele)
Il film è piaciuto molto sia a me che all’amica che mi accompagnava; personalmente mi ha catturato e tenuto attento dall’inizio alla fine: una grande fotografia, musiche splendide, specialmente nel finale, una vera sinfonia. Credo che il film abbia colto in pieno lo spirito con cui questi ragazzi si astraggono dalla terraferma, sinonimo di lavoro e impegno, per fuggire sul mare, dove i tonfi dei barchini sulle onde si accordano coi bassi della techno: il fine credo sia di stordire e ipnotizzare, fermare il pensiero. I protagonisti sono costantemente intenti in attività semplici che richiedono uno sforzo minimo ma costante, familiare, che riempie il tempo e il pensiero. Emblematico del distacco dalla terra è la perdita dei più comuni detti della lingua italiana. Insomma, grande film, grande arte cinematografica e grande pensiero. Grazie di nuovo e a presto! (Giacomo)

Nonostante alcune sequenze troppo lunghe, ripetitive e talvolta sconclusionate, il film ha il pregio di raccontare una realtà (a me) sconosciuta e mostrare aspetti di Venezia davvero insoliti.

Bellissima musica, sempre consonante con le immagini; bellissima e struggente laguna. Forse avrei preferito che terminasse con il tragico epilogo del protagonista. Nonostante ciò, la sequenza finale di immagini ruotate di 180 gradi, inizialmente angosciante per la sua apparente interminabilità, mi ha poi totalmente ipnotizzata e frastornata (in senso positivo). (Laura e Daniele)

 

 

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