Critico per un giorno: ‘Il Laureato’

?Firenze, ‘Critico per un giorno’, è un progetto di ‘Cinema la Compagnia‘ e ControradioClub, tramite il quale un gruppo di soci del Club, che si sono registrati all’evento, può assistere gratuitamente alle anteprime di film o di documentari selezionati in programmazione al Cinema La Compagnia, per poi essere intervistati da Gimmy Tranquillo e stilare una recensione che sarà poi pubblicata sui media di Controradio.

Questa volta, per la serie ‘Il cinema ritrovato‘, Critico per un giorno ha scelto il film ‘Il Laureato’, di Mike Nichols (USA, 1967, 106′). Versione originale con sottotitoli in italiano, di cui quest’anno si celebrano i cinquantanni dell’uscita nelle sale cinematografiche, insieme agli 80 del suo protagonista, Dustin Hoffman, ai tempi giovane ribelle, in cerca di identità.
Un film emblematico di un’epoca di grandi ribellioni e contestazioni giovanili.
Restaurato in 4K da The Criterion Collection a partire dal negativo originale 35mm. La color correction è stata supervisionata da Grover Crisp e approvata dal regista Mike Nichols.
Il missaggio sonoro 5.1, approvato dal regista, è stato realizzato a partire dalle bande sonore magnetiche del 35mm e dalle bande sonore originali.

Le Recensioni dei soci del ControradioClub.

Filippo:
Grazie dell’invito che mi ha consentito di rivedere, con una certa curiosità -dopo circa 40 anni- il film. Come tutte le cose, ad iniziare da me che sono un’altra persona, 40 anni non passano senza conseguenze; l’impianto del film è valido ancora oggi, ma -ad esempio- la scena finale (del matrimonio) mi ha dato più l’idea di grandguignol…la musica della colonna sonora sempre bellissima

Leonardo:
Mi ricordavo un bel film, soprattutto per le canzoni della colonna sonora e Dustin Hoffman. Non mi ricordavo che il film è anche divertente, ha un ritmo serrato (temevo invece fosse lento, come capita rivedendo i vecchi film dell’epoca) e inquadrature di molto belle. Sentire per la prima volta i dialoghi (stupendi) in lingua originale e poter vedere le immagini restaurate in modo eccellente hanno ancora aumentato il piacere di vedere il film. Si gusta talmente tanto il film che dispiace che finisca, ma, d’altra parte, la storia finisce così bene…

Chiara:
Allora, il laureato… intanto l’ho visto per la prima volta perché quando è uscito ero piccola e ai tempi dell’universale non ero ancora a Firenze. Però conosco bene la colonna sonora,e comunque il film è entrato a far parte dell’ immaginario collettivo anche di chi come me non l’aveva mai visto.
L’ho trovato godibile, attuale,a tratti esilarante.
Ma vorrei spendere una parola per Mrs Robinson. La versione originale ne permette di apprezzare tutta la capacità di seduzione. Ma il personaggio di Anne Bancroft alla fine risulta troppo malvagio e perfido, e la storia troppo sbilanciata a connotare di attributi negativi la moglie alcolizzata, senza scrupoli, e capace di un odio profondo.
Grazie Controradio per questa iniziativa.

Antonio:
Esce nel 1967 il film, anni fertili e densi di novità, anni in cui i giovani iniziano ad emanciparsi dalle decisioni della famiglia. E’ proprio questo il malessere che Ben cova dentro: è uno studente modello che a 20 anni inizia ad avere dei dubbi, non riesce a decidere cosa sarà di lui.
Instaura una relazione clandestina con Ms. Robinson, lei ha quarant’anni ed è moglie del socio in affari del padre di Ben.
Affascinante e sensuale lei, lo manovra come un burattino fino a quando entra in scena sua figlia Elaine.
I due si piacciono ma la storia che sembra funzionare si interrompe bruscamente quando lei scopre la verità.
Servirà tutta la follia e il coraggio di Ben a riconquistarla e a strapparla ad un matrimonio che lei ha accettato passivamente.
Speranza e orgoglio di una generazione in questo film immortale.
Una piccola nota d’Italia (che fa sempre piacere) nell’Alfa Romeo che Ben riceve come regalo di laurea.

Marina:
Avevo visto “Il Laureato” quando ero molto giovane e grazie al Controradio Club ho potuto rivedere questo bellissimo film con gli occhi dell’adulta, che ora comprende meglio tante cose e situazioni anche semplicemente perché le ha vissute , ma non solo…
Ammetto che vedere un film in lingua originale fa la differenza, anche a costo di non prendere tutte le battute : la voce è parte integrante della performance di un attore , contribuisce in modo determinante al risultato.
Detto questo, il film parla ai giovani come agli adulti, di ieri e di oggi : guardando il protagonista mi sono ritrovata nell’apatia/vaghezza/confusione del mio post-laurea di 31 anni fa , così come osservo che accade anche ai neo-laureati di oggi ; ed essendo oggi genitore rispetto a quando vidi il film la prima volta, valuto il comportamento dei genitori di Benjamin con altri occhi , magari con un po’ più di consapevolezza del ruolo , senza per questo minimamente approvare la loro condotta.
Ho amato la voglia di riscatto di Benjamin che nello svolgersi della trama vede un crescendo molto ben costruito, passo dopo passo, definendo la distanza sempre più consistente tra figlio e genitori , ma direi fra giovani ed adulti , la stessa  che portò alla ribellione e alle proteste di quegli anni (non a caso il film esce nel 1967, l’anno della Summer of Love proprio a S. Francisco) : Benjamin vuole uscire dall’ anonimato di un destino per lui già disegnato dal mondo degli adulti , vuole avere corpo e voce e scegliere in prima persona, parlare (anche con Mrs. Robinson ! Vedi i suoi tentativi di dialogo con lei nei loro incontri clandestini), entrare nella vita delle persone, Elaine prima di tutti (vedi il suo trasferirsi a Berkeley per partecipare alla vita di lei, vedi con che disinvoltura sa trovare il modo di ottenere informazioni su dove si svolgerà il matrimonio che lui vuole impedire , il tutto non ha niente a che vedere con il giovane impacciato dei primi fotogrammi). Spicca in tutto il film la bellissima Alfa Romeo decappottabile rosso fiammante, che farebbe parte del disegno voluto per Ben dagli adulti, ma che lui utilizza infine per i suoi obiettivi e non per mettersi in mostra: in su e in giù per quelle strade della California che tutti vorremmo almeno una volta nella vita percorrere….per riprendersi Elaine e trascinarla in un inizio di vita insieme su di un banalissimo bus, senza nessuna certezza e senza più l’ansia per il proprio futuro che aveva provato dopo la laurea…..semplicemente verso una vita a misura della loro età……sono giovani….beati loro!! La cornice perfetta di tutto il film è la bellissima musica di Simon & Garfunkel che sempre catture, da giovani e da adulti.

Antonella:
50 anni portati benissimo: Il laureato, in versione restaurata e in lingua originale, vince la sfida del tempo e offre una storia che, nonostante sia collocata in un’epoca precisa e molto connotata, sa essere universale. L’insoddisfazione del giovane Dustin Hoffmann, rampollo di una famiglia abbiente della California degli anni ’60, potrebbe essere quella di un qualsiasi giovane laureato che non sa bene cosa fare di se stesso, anche se fosse immaginato in un altro momento storico, magari distante nel tempo dalle inquietudini degli anni ’60, nel film appena accennate. Dialoghi ben costruiti e comicità ben dosata, colori sfavillanti che valorizzano la bella fotografia, modernità delle inquadrature, ritmo vivace, e – superfluo dirlo – perfetta e piacevolissima colonna sonora oltre a interpreti molto bravi. In aggiunta a tutto questo, la voce profonda di Dustin e il fascino di Anne Bancroft, una meravigliosa Mrs Robinson, bellissima e senza scrupoli. Tutto questo per un film ancora godibile, assolutamente da rivedere.

Mirella:
Pur avendo visto questo film diverse volte e in vari tempi della mia vita, la prima volta da adolescente all’Universale, l’impressione che ho avuto, vedendolo in lingua originale, è che fosse un altro film, apprezzando in questo modo ancora di più la bravura di Dustin Hoffman. Mi sono immedesimata in Benjamin ed è dal suo punto di vista che ho deciso di calarmi nel film: ero lui che vive in una bolla, come in apnea, e che soltanto isolato, sottacqua, troverà il suo respiro. Ero Benjamin che non sa dire no: a Mrs Robinson, ai suoi genitori, che non sa dire no al no di Elain. Ero Benjamin che alla fine ottiene ciò che ha scoperto di volere: l’amore. Un’amore ribelle che lo sporca, lo cambia ma che riesce a renderlo felice. E, dopo tante incertezze, finalmente consapevole di cosa vuole, della sua ragione di vita. Grazie a Controradio e al Cinema teatro La Compagnia per questa opportunità.

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