Nardella e i Cpr il giorno dopo. Con l’intervista alla Nazione dove l’ex sindaco di Firenze ed eurodeputato Dario Nardella apre ai Centri di permanenza per il rimpatrio, si apre anche una accesa discussione nel Pd e nel Campo largo. Con la forte opposizione di Giani.
Non poteva certo passare inosservata l’intervista che l’ex Sindaco di Firenze ed euro parlamentare del Partito democratico Dario Nardella ha rilasciato alla Nazione. Oggi è il giorno delle reazioni, soprattutto in vista del fine settimana di incontri organizzato dallo stesso Nardella alla Manifattura tabacchi, ribattezzata “Manifattura per le idee”. In sostanza, parliamo di una apertura ai Centri di permanenza per il rimpatrio. Una delle soluzioni peggiori messe in campo in Italia per far fronte alle migrazioni. Parcheggio sine die e incubatore di criminalità, luoghi di profondo degrado e disagio, dove la perdita di dignità sfocia quasi inevitabilmente nell’illegalità. Un’apertura a destra che scuote il Pd e ancora di più il Campo largo. Vero contraltare di questa chiave di lettura è il Presidente della Regione del Pd Eugenio Giani che si è sempre opposto e continua ad opporsi ai Cpr. Nel Pd Nardella incassa l’appoggio dell’on. Federico Gianassi che parla di “pragmatismo”. Ma al netto delle posizioni nel Pd si discute comunque di come rendere le espulsioni più efficaci. Il nuovo patto per l’Europa che entrerà in vigore a giugno cambierà tutto e da Roma già si fregano le mani sperando che la soluzione Albania inizi a funzionare. Nel frattempo il Pd prova a dire la sua ma il Campo largo si agita. Il Consigliere regionale capogruppo di Avs Lorenzo Falchi dice che le parole di Nardella sono “disarmanti” ed evoca Salvini, Minniti e Vannacci. Possibilista il Movimento 5 stelle, che entra in un dibattito che non smette di dividere e far discutere, soprattutto a proposito di un centro sinistra accusato di inseguire la destra senza offrire soluzioni alternative credibili.

