Covid: Ars, Toscana tra regioni con minor tasso nuovi casi

E’ quanto si legge nel report settimanale diffuso dell’Agenzia regionale di sanità (Ars), sull’andamento dell’epidemia nella regione.

“La Toscana, nonostante sia stata notevolmente più colpita da questa seconda ondata covid rispetto alla prima, è stabilmente tra le tre regioni con minor tasso di nuovi
positivi, ed è così oramai rientrata su valori simili alla media italiana La percentuale di nuovi positivi tra le persone testate è scesa al 20% nell’ultima settimana in Toscana, dopo aver raggiunto il picco del 29% un mese fa. In Italia si attesta al 27%. Non rientrano in questo calcolo i tamponi rapidi antigenici”. E’ quanto si legge nel report settimanale diffuso dell’Agenzia regionale di sanità (Ars), sull’andamento dell’epidemia nella regione.
“Dal punto di vista territoriale, negli ultimi sette giorni tutte le zone socio-sanitarie toscane sono uscite dal livello di rischio massimo per il covid – si legge ancora -, e sono praticamente al
livello più basso, oramai esistono pochissimi comuni toscani con un rischio alto”.

Per quanto riguarda gli ospedali, secondo Ars “sembra che la nostra regione abbia superato il picco di questa seconda ondata” e “i ricoverati per covid totali in Toscana, dopo aver raggiunto il loro picco con quasi 2.100 ricoveri, sono scesi a circa 1.500. L’età media dei ricoveri è costantemente sopra i 70 anni e sta raggiungendo i 75 nell’ultima settimana. Per quanto riguarda le terapie intensive, al loro giorno di picco, hanno raggiunto i 298 posti letto occupati, come durante il picco di inizio aprile scorso, mentre adesso sono circa 240”.

Nel complesso, la Toscana si attesta tra le regioni con il tasso medio di ricovero per covid  più basso durante la seconda ondata. In base al report, l’età media dei nuovi contagiati, dopo il forte abbassamento nei mesi estivi, ha continuato ad aumentare settimana dopo settimana, raggiungendo oramai quasi i 50 anni.
Le persone che restano totalmente asintomatiche si attestano nelle ultime due settimane intorno al 45%, dopo aver raggiunto valori superiori al 60% ad ottobre, quando molti contagiati provenivano dalle fasce d’età degli adolescenti e dei giovani
under 30.

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