Coronavirus: prof Unifi dice a studenti rientrati dalla Cina di non presentarsi all’esame

Un’ascoltatrice ci segnala un caso di discriminazione relativo alla psicosi da Coronavirus che si sarebbe verificato all’interno del Design Campus dell’Università degli Studi di Firenze.

“La settimana scorsa una professoressa del Design Campus di Calenzano UNIFI, ha pubblicato un post dalla pagina facebook del suo laboratorio KIDE – design for kids lab, in cui comunicava ai suoi studenti cinesi di non presentarsi all’esame.
La cosa ha messo molto in difficoltà gli studenti cinesi, che adesso temono di non essere ricevuti dai tutti professori e si sentono discriminati. Inutile sottolineare quanto sia stato scorretto fare dichiarazioni simili da una figura istituzionale in una scuola”.

Ci scrive l’ascoltatrice  inviandoci anche lo screenshot del post (foto).Coronavirus

Il post incriminato ora è stato cancellato su indicazione del Capo Dipartimento, ma sta creando imbarazzi nell’ambiente accademico. 

Una sorta di quarantena ‘preventiva’ del tutto contrastante con la circolare ministeriale diffusa in questi giorni per fugare ogni preoccupazione rispetto alla gestione della tutela della salute e del diritto allo studio.

 

Per tutti gli studenti universitari o di corsi equivalenti, che non rientrano in casi specifici, le indicazioni sono quelle mirate a prevenire le comuni infezioni delle vie respiratorie: «Lavarsi le mani; coprire le vie aeree quando si tossisce e starnutisce; in caso di utilizzo di fazzolettini di carta, una volta utilizzati, vanno gettati. Porre particolare attenzione all’igiene delle superfici; evitare contatti stretti con persone con sintomi simil influenzali».

Per gli studenti universitari che sono rientrati dalla Cina nelle ultime 2 settimane, invece, è previsto inoltre di «monitorare la eventuale insorgenza di sintomi come tosse, febbre, difficoltà respiratorie; in caso di insorgenza di sintomi chiamare il 1500 o i centri regionali di riferimento; proteggere le vie aeree con mascherina; evitare contatti stretti fino alla definizione della situazione sanitaria da parte del personale sanitario».

Per gli studenti universitari ai quali è stato comunicato dall’autorità sanitaria, o che sono venuti in altro modo a conoscenza, di aver effettuato un viaggio insieme ad un paziente infetto da coronavirus – con qualsiasi tipo di trasporto – e/o di aver coabitato con un paziente infetto, entro un periodo di 14 giorni, la circolare prevede di «telefonare tempestivamente al 1500 o ai centri di riferimento delle regioni, per le misure di sorveglianza, ove non siano state già adottate dall’autorità sanitaria».

Nel pomeriggio è stata diffusa una nota ufficiale dell’Ateneo fiorentino in cui si comunica che: “in merito all’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus, l’Università di Firenze ha istituito un tavolo tecnico che agisce in stretto rapporto con la Regione Toscana e i servizi territoriali di Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Toscana Centro. L’Ateneo ha segnalato tempestivamente alla comunità accademica le indicazioni diffuse dal Ministero della Salute, recependo fin da venerdì 31 gennaio le informazioni condivise dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).

Nei giorni precedenti, nel contesto di un clima di preoccupazione legato alle notizie relative al virus e in mancanza di direttive nazionali, sui canali social è comparsa un’indicazione relativa al rinvio di un esame del corso di laurea di Architettura per gli studenti provenienti dalla Cina.

La docente che, per iniziativa personale, aveva pubblicato il post ha provveduto tempestivamente a rimuovere i contenuti e ad attivarsi affinché tutti gli studenti che si sono presentati all’appello del 28 gennaio, compresi quelli provenienti dalla Cina, potessero sostenere l’esame regolarmente”.

Nelle scorse ore contro episodi di discriminazione ed intolleranza si erano espressi sia il Sindaco di Firenze, Dario Nardella che il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani riprendendo l’intervento del Garante regionale che a sua volta aveva richiamato l’invito di Massimiliano Martigli Jiang, cinese di nascita, italiano di adozione, perché i cinesi in Italia non siano “trattati come un virus”.
“Bianchi richiama tutti noi adulti ad un comportamento responsabile – afferma Giani -. Mi unisco al suo appello per combattere pericolosi pregiudizi e condannare episodi di discriminazione”, “l’esempio che dobbiamo dare ai giovani e alle famiglie è quello che la Toscana esprime da sempre: tolleranza, accoglienza, difesa dei diritti umani e civili. Comportamenti che molto hanno a che fare con il razzismo non troveranno mai terreno fertile nella nostra regione”.

Le telecamere di Agorà-Rai 3 sono venute negli studi di Controradio per raccontare attraverso la giornalista Elena Bigioggero la notizia curata in anteprima dalla nostra Chiara Brilli

 

 

https://www.raiplay.it/video/2020/02/firenze-prof-a-studenti-cinesi-non-venite-allesame—04022020-5284fe42-2fe0-40d3-9b6e-a1167b164cd5.html

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Nessuno
Nessuno
7 mesi fa

Lei no piace cinese di solito,

Nessuno
Nessuno
7 mesi fa

Lei no piace cinese, è una giusto razzista.