Cingolani, “Urgentissimo che almeno dall’anno prossimo ci sia il nuovo rigassificatore di Piombino”

rigassificatore

Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani si è espresso in merito all’attuale situazione d’emergenza. Secondo Cingolani infatti la sicurezza energetica del paese dipende dal nuovo rigassificatore di Piombino, necessario per ricevere le nuove forniture di gas naturale liquefatto che sostituiranno il metano russo. Sebbene sul fronte gas l’Italia per quest’anno è in sicurezza perché gli stoccaggi sono pieni e l’inverno sarà tranquillo, senza quell’impianto, “sarà un suicidio”.

Parola del ministro della Transizione ecologica, che in un webinar di Rcs Academy, ha tracciato un bilancio del suo lavoro con l’esecutivo Draghi, e ha annunciato che la sua esperienza in politica è finita.

I comitati anti-rigassificatore di Piombino chiedono che la conferenza dei servizi prevista per il 21 ottobre sia rinviata, perché la decisione finale sia presa dal nuovo governo. “Nel deprecabile caso in cui venisse firmata una autorizzazione -, aggiungono – invitiamo il Comune di Piombino e i Comuni limitrofi a difendere i cittadini e il territorio mediante lo strumento del ricorso amministrativo”. Al contrario, il governatore Eugenio Giani si dice “ottimista” e ritiene che il 27 ottobre si arriverà “alle condizioni per poter sottoscrivere l’autorizzazione”.

Cingolani ha sottolineato che sul gas “abbiamo messo in sicurezza il paese, dovremmo fare una stagione invernale tranquilla. Gli stoccaggi sono pieni. Avremo problemi sui prezzi, ma se il 20 si conclude bene sul price cap (al Consiglio europeo di Praga, n.d.r.), avremo risolto la situazione. Purtroppo non toglieremo la sofferenza a famiglie e imprese. Il price cap l’avevamo proposto mesi fa. La Commissione europea è stata lenta, poi ha accelerato. Speriamo anche che la guerra finisca”.

Per il ministro però, fondamentale è che questa primavera la nave rigassificatrice comprata dalla Snam entri in funzione a Piombino. “Spero che tutti si rendano conto che la sicurezza nazionale dipende da quello – ha detto -. Se avremo la nave rigassificatrice e non riusciremo a usarla, sarà un suicidio. C’è un problema nimby, e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità. Io sono stato chiaro: la nave resterà lì 3 anni, poi la sposteremo in un sito non invasivo”.

Secondo Cingolani, tutti gli altri paesi europei stanno installando nuovi rigassificatori. “Abbiamo sostituito 29 miliardi di metri cubi annuali dalla Russia con 25 miliardi da altre forniture – ha spiegato -. Metà di questo gas va in conduttura, l’altra metà è Gnl. È urgentissimo che almeno dall’anno prossimo ci sia il nuovo rigassificatore di Piombino, da 5 miliardi di metri cubi, ed entro l’inizio del 2024 il secondo (a Ravenna, n.d.r.)”.

Anche per l’ad di Snam, Stefano Venier, i rigassificatori galleggianti di Ravenna e Piombino “sono indispensabili” per sostituire i flussi di gas russo. Proprio in questi giorni, Eni ha avviato consegne addizionali di Gnl per l’inverno 2022-2023 presso il terminale di Panigaglia, a La Spezia.

Cingolani ha ricordato che per la sicurezza energetica serve anche puntare sulle rinnovabili. “Ogni 8 gigawatt di solare ed eolico si risparmiano più di 2 miliardi di metri cubi di gas. Se manterremo il piano del Pnrr di 7-8 gigawatt all’anno fino al 2030, nei prossimi otto anni potremo risparmiare 16 miliardi di metri cubi”. Ma tutto questo non dipenderà più da lui: “Per me è sicuramente la fine” della esperienza di governo, ha detto.

Per l’ad di Enel, Francesco Starace, “l’Italia può affrancarsi dal gas utilizzando le rinnovabili”. “Nei primi 6 mesi del 2022 – ha spiegato – le domande di allacciamento di pannelli fotovoltaici sono triplicate in Italia rispetto al semestre precedente. A fine anno ne avremo installati 2,5 GW. Se si raddoppia l’anno prossimo, siamo già a 5 GW degli 8 indicati dal ministro”. Usare le rinnovabili invece del gas per produrre energia, secondo l’ad di Terna, Stefano Donnarumma, taglierebbe drasticamente le bollette: “Il costo della componente energia sarebbe pari a un quinto di quella attuale”.

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