Domenica 18 ottobre, dalle ore 11, l’Unione degli Universitari organizza un presidio-flash mob a Firenze per denunciare l’aumento del costo della vita e chiedere politiche abitative più accessibili. Al centro della protesta il caro affitti, con una stanza singola che costa in media circa 630 euro al mese.
Il caro affitti a Firenze e l’aumento del costo della vita tornano al centro della protesta studentesca. Domani, Domenica 18 ottobre, a partire dalle ore 11, UDU Firenze sarà in presidio in Piazza della Signoria, sul lato di via de’ Gondi, con una tendata e un flash mob organizzati contemporaneamente ad analoghe iniziative in altre città italiane.
L’obiettivo è richiamare l’attenzione sulle difficoltà economiche che colpiscono milioni di persone, tra cui studenti e studentesse, lavoratori e famiglie, sempre più in difficoltà nel sostenere le spese quotidiane.
Secondo UDU Firenze, il costo degli affitti rappresenta una delle principali emergenze per chi sceglie di studiare e lavorare in città. Firenze, sottolinea il sindacato studentesco, è la seconda città italiana per costo medio mensile di una stanza singola, con una spesa che si aggira intorno ai 630 euro. Una cifra che può assorbire una parte consistente del budget mensile di uno studente, soprattutto per chi non può contare sul sostegno economico della famiglia.
La difficoltà di trovare un alloggio a prezzi sostenibili rischia così di trasformarsi in un ostacolo concreto all’accesso all’università e alla possibilità di costruire un percorso di autonomia. Nel mirino dell’organizzazione ci sono anche i grandi fondi di investimento immobiliare, accusati di contribuire all’aumento dei prezzi e di sottrarre abitazioni alla disponibilità della collettività.
«Il diritto all’abitare non è un business», è il messaggio lanciato da UDU Firenze, che contesta un modello di sviluppo urbano sempre più orientato al turismo e sempre meno accessibile a chi vorrebbe vivere in città per studiare o lavorare.
Con il presidio di domenica, il sindacato studentesco chiede un cambio di rotta nelle politiche abitative, a partire da maggiori investimenti nell’edilizia pubblica e dall’introduzione di un tetto agli affitti. Per UDU Firenze, la casa deve tornare a essere riconosciuta come un diritto essenziale e non come una semplice opportunità di profitto. Senza un alloggio accessibile, sostengono gli organizzatori, diventa difficile immaginare un futuro stabile, soprattutto per le giovani generazioni.
La protesta si inserisce in una più ampia denuncia dell’aumento generalizzato delle spese: oltre agli affitti, pesano sui bilanci familiari i rincari di alimenti, energia, carburante, cure mediche e materiali scolastici. Secondo il sindacato, le istituzioni, a livello locale e nazionale, dovrebbero confrontarsi maggiormente con le condizioni concrete di chi studia e lavora, sempre più spesso costretto a fare i conti con risorse insufficienti per arrivare alla fine del mese.
Nel comunicato, UDU Firenze allarga la propria contestazione alle politiche del governo Meloni, criticando le scelte di spesa pubblica per il riarmo e denunciando, al contempo, le difficoltà che interessano scuola, sanità e potere d’acquisto. L’organizzazione richiama l’attenzione sulla carenza di risorse e personale negli istituti scolastici, sulle liste d’attesa nella sanità pubblica e sulla stagnazione dei salari, mentre affitti e bollette continuano a incidere pesantemente sui redditi. Il sindacato contesta inoltre quella che considera una strategia politica volta a indirizzare il disagio sociale contro le fasce più vulnerabili e a reprimere il dissenso.
Per UDU Firenze, la precarietà economica e abitativa non può diventare la condizione permanente delle nuove generazioni. Né l’emigrazione all’estero può essere considerata l’unica alternativa per chi cerca opportunità di studio, lavoro e indipendenza. La tendata in Piazza della Signoria vuole quindi portare al centro del dibattito pubblico il diritto degli studenti e dei giovani lavoratori a vivere dignitosamente nelle proprie città.
La richiesta rivolta alle istituzioni è quella di intervenire sulle cause strutturali del caro vita, attraverso politiche abitative accessibili e maggiori risorse per i servizi pubblici. Il messaggio della mobilitazione è chiaro: per UDU Firenze, garantire il diritto alla casa significa anche difendere il diritto allo studio, al lavoro e alla possibilità di costruire il proprio futuro senza essere costretti a lasciare la città o il Paese.

