Carceri: “a San Gimignano situazione esplosiva”

sisuazione esplosiva a San Gimignano

La denuncia dei  sindacati: impianto acqua a collasso,manca direttore, ieri  incendio in cella. il garante dei detenuti della Toscana, Franco Corlleone, di nuovo in sciopero della fame per ‘celle bollenti’ a Sollicciano.

Sistema idrico al collasso, “una situazione esplosiva” e “in balia degli eventi”, e solo oggi due agenti di polizia penitenziaria costretti a ricorrere alle cure mediche dopo aver respirato il fumo scaturito da un incendio in una cella appiccato da un detenuto. E’ il quadro del carcere di San Gimignano (Siena) secondo i sindacati Sappe, Uspp, Osapp, Fsa-Cnpp, Sinappe, Cgil-Fp Pp e Cisl-Fns.
“Solo il pronto intervento dei due agenti, coadiuvati da altri colleghi accorsi sul posto – spiegano i sindacati in una nota congiunta -, ha consentito l’immediato sgombero dei circa 100 detenuti presenti e ha scongiurato conseguenze che avrebbero potuto assumere aspetti ancor più drammatici”. Le sigle sindacali sottolineano poi il problema della carenza di acqua nel carcere di Ranza a causa del collasso dell’impianto di approvvigionamento idrico per la calura estiva e il numero di detenuti. “Allo stato attuale l’acqua potabile è preclusa per svariate ore al giorno – si legge ancora -. I vertici dell’amministrazione penitenziaria, nonostante siano a conoscenza dell’annoso problema idrico, non hanno ancora fornito risposte concrete, lasciando il personale di polizia nel totale abbandono, in un contesto esplosivo e in una condizione lavorativa altamente rischiosa per l’incolumità e la sicurezza di ogni singolo operatore. L’Amministrazione penitenziaria, inoltre, non ha ancora provveduto ad assegnare un direttore e un comandante in pianta stabile, lasciando l’istituto di Ranza senza una guida fissa e in balia degli eventi”.

Sciopero della fame per il garante regionale dei detenuti, Franco Corleone,  invece che denuncia “celle bollenti e sovraffollate” nelle carceri toscane. La protesta di Corleone, spiega una nota, nasce dal fatto che il palazzo di giustizia di Prato è stato chiuso per l’ondata eccezionale di caldo, ma, a suo avviso, nessuno si interessa della situazione dei detenuti.
Nel carcere fiorentino di “Sollicciano molti frigoriferi non funzionano – spiega il garante -. Il risultato sono cibi che deperiscono molto rapidamente e brodaglia al posto di acqua”.
Nonostante un “timido” segnale da parte della direzione, secondo Corleone “molto c’è ancora da fare”. Nel Giardino degli Incontri, la struttura pensata dall’architetto Michelucci per i momenti tra detenuti e famiglie, “il bar non funziona” rileva il garante, che intende “ottenere certezze su molte questioni che riguardano la vita in carcere”. Per questo, dice Corleone “le ragioni del mio digiuno aumentano. Ancora attendo risposte sul destino del cambio di destinazione del Gozzini a istituto femminile e ancora non è dato sapere quando aprirà la nuova sezione per le attività culturali, artistiche e di studio a Lucca”. Intanto le iniziative messe in campo per il teatro stabile nel carcere di Volterra (Pisa) “sembrano riscuotere un piccolo successo”, come la petizione lanciata che ha raggiunto oltre 2mila firme. “Qualche spiraglio si apre”, dichiara Corleone che annuncia una conferenza stampa della Compagnia di Volterra il prossimo 11 luglio con il direttore artistico Armando Punzo.

avatar