Dom 23 Giu 2024

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Caccia: ok Consulta a Toscana per controllo ungulati

E’ quanto si spiega dalla stessa Regione: “Corretti, dunque, secondo i giudici costituzionali -si legge in una nota – gli atti adottati della Regione Toscana che, per il controllo della fauna selvatica, individuano le guardie venatorie volontarie, le guardie giurate private e gli
operatori volontari appartenenti al mondo venatorio adeguatamente formati e sempre sotto il coordinamento della polizia provinciale e della polizia della Città metropolitana”.

La Corte costituzionale, con sentenza n.21, depositata il 17 febbraio 2021, conferma la
posizione della Regione Toscana riguardo al contenimento degli Ungulati , e rigetta il ricorso di Wwf, Enpa, Lav e Lac, dichiarando non fondate le questioni di legittimità costituzionale avanzate.

E’ quanto si spiega dalla stessa Regione: “Corretti, dunque, secondo i giudici costituzionali –
si legge in una nota – gli atti adottati della Regione Toscana che, per il controllo della fauna selvatica, individuano le guardie venatorie volontarie, le guardie giurate private e gli
operatori volontari appartenenti al mondo venatorio adeguatamente formati e sempre sotto il coordinamento della polizia provinciale e della polizia della Città metropolitana”.

“Questa sentenza rappresenta una rilevante conferma degli indirizzi approvati dalla Regione Toscana – commenta Stefania Saccardi, vicepresidente e assessore all’agroalimentare della
Toscana -. Si scongiura così il blocco delle attività di controllo della fauna selvatica, che, a causa delle limitazioni collegate alla crisi pandemica del Covid-19, ha visto un preoccupante aumento di ungulati nel corso del 2020 che oggi mettono a serio rischio le attività agricole”.

“Mi auguro – conclude – che questa sentenza possa avere ricadute a livello nazionale, ponendo la Toscana come regione capofila nel cercare di risolvere criticità legate alla fauna e all’impatto che questa ha sull’agricoltura e sull’ambiente”.

Gli interventi straordinari disposti dalla Regione per i problemi legati all’aumento di ungulati, spiega sempre la nota, hannno fatto sì che “i danni alle colture agricole sono passati dai 3,4 milioni di euro del 2017 a 1,1 milioni nel 2018 e 1,177 euro nel 2019. Anche il numero di denunce per sinistri stradali in cui sono rimasti coinvolti gli ungulati è passato da 430 nel 2016 a 90 nel 2019. Numeri che dimostrano la correttezza degli indirizzi adottati e impegnano la Regione ad andare avanti”.

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