Gio 20 Giu 2024

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Botero sarà sepolto a Pietrasanta

Al momento non è arrivata nessuna richiesta formale da parte della famiglia, né sulla sepoltura, né su modalità e tempi del rito funebre in Versilia, ma da tempo è nota la sua volontà l momento non è arrivata nessuna richiesta formale da parte della famiglia, né sulla sepoltura, né su modalità e tempi del rito funebre in Versilia.

Al momento non è arrivata nessuna richiesta ufficiale, ma è praticamente certo che  Fernando Botero, l’artista colombiano che aveva scelto Pietrasanta (Lucca) come seconda patria, sarà sepolto a Pietrasanta, come suo desiderio.  Anche perché vi è sepolta la moglie Sophia Vari, di origine greca, pure lei artista di fama internazionale. La salma di Sophia Vari è stata accolta nel camposanto comunale il maggio scorso.

A Oggi gli uffici comunali sono chiusi, quindi se ne riparlerà da lunedì. Il sindaco Alberto Stefano Giovannetti torna a ribadire il forte legame che legava da tempo Botero con Pietrasanta: “Se siamo una culla dell’arte, lo dobbiamo a lui”. Botero con la moglie acquistarono una casa nella cittadina, detta la Piccola Atene per la concentrazione di scultori, cave di marmo e fonderie, e ogni estate tutta la famiglia si ritrovava qui in Toscana per trascorrere un periodo insieme.

I motivi per cui  Botero sarà sepolto in Italia li ha speigati  in un’intervista all’ANSA il figlio Fernando Botero Zea. “Dopo la Colombia, l’Italia era il Paese più importante per mio padre”, afferma il figlio del pittore e scultore morto venerdì a Montecarlo, all’età di 91 anni. Secondo Botero Zea il padre aveva espresso la volontà di essere sepolto nel cimitero comunale di Pietrasanta.

Il figlio di Botero  spiega che l’amore di suo padre per l’Italia si fondava su tre motivi. “Innanzitutto perché qui da giovane studente a Firenze, città al centro della sua formazione, ha scoperto la pittura rinascimentale, che lo ha influenzato in larga parte” nel suo lavoro. La seconda ragione ha a che fare con Pietrasanta e le sue fonderie, la città che Botero scoprì negli anni Settanta, e dove diede forma alle sue sculture in bronzo, caratterizzate dai grandi volumi, esposte nelle principali città, da Parigi a Tokio, da Berlino a Madrid”. “Mio padre amava Pietrasanta e per quasi 40 anni vi ha trascorso dai 4 ai 5 mesi, dimostrando sempre un profondo attaccamento a quel territorio”, evidenzia Botero Zea. “E il terzo motivo – aggiunge – è l’accoglienza. L’Italia ha accolto la sua opera con straordinario interesse e grande ammirazione, con splendide mostre a Milano, a Palermo, a Perugia e in molte altre località

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