“Non sono graditi fiori, ma donazioni per un progetto che a breve prenderà il via e sarà dedicato ai bambini del Casentino e alle loro esigenze. Presto saranno rese note le coordinate bancarie”. Con queste poche parole la famiglia del piccolo Leo, i genitori e i nonni, ha fatto sapere di non volere fiori nel luogo in cui il bambino ha perso la vita, ma di voler invece dare avvio a un’iniziativa in sua memoria volta ad aiutare tutti i bambini che necessitano.
Nel frattempo proseguono le indagini dei carabinieri, coordinate dal pm Angela Masiello. L’ascolto dei testimoni si è basato soprattutto sul fattore tempo per chiarire quanto tempo sia passato dal momento in cui Leo è rimasto impigliato con la felpa all’albero del giardino didattico dell’asilo e l’arrivo dei soccorsi. Questa mattina gli avvocati hanno ascoltato i loro assistiti. Sono cinque gli avvisi di garanzia emessi dalla procura di Arezzo, tra cui uno nei confronti della responsabile dell’asilo “Ambarabà Ciccì Coccò” di Soci, nel Comune di Bibbiena (Arezzo), e uno per la maestra che si era sentita male durante i tentativi di soccorso. La prossima settimana l’autopsia potrà fornire elementi decisivi per chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti.

