Beverly Pepper, RIP

 E’ morta Beverly Pepper, scultrice americana di casa in Italia.

Beverly Pepper, nata Beverly Stoll a Brooklyn nel 1922, scultrice, è morta quasi centenaria il 5 febbraio a Todi, suo paese d’elezione dagli anni Sessanta.

Beverly Pepper ha vissuto in Italia molto a lungo. Prima a Roma e poi in Umbria. Aveva cominciato a lavorare come pittrice, per poi evolvere verso il lavoro tridimensionale e diventare scultrice di opere imponenti realizzate con materiali e metalli vari, soprattutto in ferro e acciaio.

Le prime di queste opere andarono in mostra per la prima volta proprio in Italia, al Festival dei Due Mondi di Spoleto, nel 1962. Dell’Italia, dell’Umbria, e di Todi in particolare, Beverly Pepper si era subito innamorata, tanto da decidere di trasferircisi a vivere. A Todi aveva trovato una casa molto bella – un castello medioevale – e un grande studio. Dove ha lavorato per circa sessant’anni.

Beverly Pepper, Panoramica dello studio, 2000

E a Todi Beverly Pepper ha anche donato lo scorso settembre un intero parco di sculture. Con 16 suoi lavori sistemati in uno spazio situato tra le mura medievali della città e che collega il Tempio di Santa Maria della Consolazione con il centro storico.

Beverly Pepper appartiene alla generazione di artisti scultori come Richard Serra, David Smith, e Louise Bourgeois. Non è famosa come loro, ma dovrebbe esserlo. I suoi lavori sono nei musei più grandi del mondo, e ha fatto mostre in molti luoghi importanti.

Beverly Pepper, installazione Todi Columns e preparazione dei basamenti, 1979 Foto Bill Pepper

Tra questi c’è anche Firenze, dove ha esposto al Forte di Belvedere nel 1998.

Beverly Pepper Todi Columns a Firenze, 1999

Vicino a Pistoia poi, un suo grande lavoro è nella meravigliosa collezione Gori, a Santomato: lo Spazio teatro Celle, omaggio a Pietro Porcinai è un anfiteatro realizzato sfruttando un incavo del terreno.

Mentre all’Aquila dal 2018 Amphitheatre (foto qui sopra) è situato in un parco pubblico vicino alla Basilica di Collemaggio. Si tratta di un teatro all’aperto di 3000 mq. da lei donato alla città per il progetto “Nove artisti per la Ricostruzione”. Le due fotografie qui sotto invece documentano l’istallazione della sua mostra a Roma all’ Ara Pacis nel 2014.

In tutto il suo lavoro Beverly Pepper ha cercato quella relazione tra la scultura, lo spazio e il paesaggio naturale e storico che è al cuore della corrente Land Art.

Agli inizi della carriera lo faceva realizzando progetti ambientali. Utilizzava materiali come il legno, la paglia, l’erba, il fieno, la sabbia. Una volta passata ai metalli ha lavorato spesso con le officine Italsider di Piombino e poi con le fonderie a Terni. Le piaceva lavorare con gli operai “sporcandosi le mani” e stando sul pezzo.

I suoi lavori hanno dimensioni monumentali. Bisogna proprio entrarvi dentro fisicamente, interagire con loro. E sentire così il rapporto forte che ogni lavoro intavola con il paesaggio. Soprattutto, sentire la passione dell’artista per il ferro.

“Tutto nel mondo diventa lentamente ferro. Il ferro è ovunque, anche in una lacrima.”

R.I.P Beverly Pepper, 1922 – 2020.

 

Margherita Abbozzo.

Tutte le fotografie sono state trovate online; i crediti sono dati quando noti. Potete contattarmi per inserire i crediti mancanti.

 

 

 

 

 

 

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