Con Beko si chiude una storia che ha fatto la manifattura toscana, e si apre una finestra su un futuro appeso alla reindustrializzazione del sito di via Toselli a Siena. Chiusa la produzione, acquistato l’immobile da Invitalia, entrano in gioco gli accordi stipulati al tavolo Mimit per la salvaguardia delle sorti dei lavoratori. Anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, nella mattinata di venerdì 28 novembre era a Siena a salutare una lunga storia industriale guardando all’auspicato nuovo corso.
“La questione di Beko – ha detto Giani – riguarda tutta la regione. Questo è lo ‘stabilimento simbolo’ della produzione manifatturiera in Toscana, ci troviamo di fronte al piĂą grande impianto industriale manifatturiero di Siena. Abbiamo un contenitore, uno stabilimento acquistato da un soggetto a prevalente maggioranza di capitale pubblico, ora dobbiamo ora dare uno sprint che conduca a una imprenditorilitĂ sana, a investire per il futuro con produzioni che abbiano un mercato e assicurino l’orizzonte temporale necessario per poter dare nuovo rilancio”. La partita, che ora si ora si gioca insieme, ”è evidente a tutti: un gioco di squadra tra istituzioni per trovare un soggetto che possa dare una prospettiva”. Il presidente Giani richiama la necessitĂ ”di giusti filoni di mercato”, citando l’esempio delle energie rinnovabili, su cui la Regione come istituzioni sta scommettendo molto. ”Dei soggetti si sono fatti avanti – afferma – ma bisogna verificarne la soliditĂ perchè possano prendere in carico la struttura; essendoci un contenitore a disposizione che è pubblico, non ci sono piĂą le questioni legate al pagamento dell’affitto che c’erano precedentemente con Beko; inoltre siamo a due passi dalla Superstrada, quindi in una posizione invidiabile dal punto di vista logistico, ecco dobbiamo lavorare su questo”.
Con il presidente della Toscana c’era anche Valerio Fabiani, consigliere speciale di Giani per lavoro e crisi aziendali, che cita i passaggi dell’accordo chiuso al tavolo con Mimit. Scattano i 24 mesi di ammortizzatori sociali, un lasso di tempo in cui potranno continuare le uscite rigorosamente a titolo volontario del personale e con incentivi, accompagnati dai servizi di out placement e dalle misure messe a disposizione dalla parte privata (il venditore). ”Noi dobbiamo investire su chi rimarrĂ – spiega Fabiani – e non lasciare indietro nessuno. La Regione si fa carico di chi resta, mettendo in campo un percorso che giĂ condiviso con le organizzazioni sindacali nell’ambito del progetto Gol, che prevede fin da subito una profilatura del personale per poi avviare la formazione; si favorisce così anche il processo di reindustrializzazione, visto che il personale è uno degli assett fondamentali del complesso aziendale che stiamo mettendo sul mercato. SeguirĂ poi una formazione piĂą specifica, quando ci sarĂ un reindustrializzatore di cui conosceremo i piani industriali e quindi le attivitĂ che intenderĂ portare nello stabilimento di viale Toselli a Siena”. ”Ma 24 mesi non sono infiniti – continua Fabiani -, c’è bisogno di accelerazione sulla reindustrializzazione: va bene il lavoro di un advisor privato incaricato da Beko, ma dal momento che anche Invitalia è ormai della partita con l’acquisizione dell’immobile, che ha un suo sistema di importanti relazioni industriali nazionali e internazionali e che ha proprie competenze, penso che debba mettere in campo anche uno scouting pubblico per trovare nel piĂą breve tempo investitori e piani industriali credibili per dare una nuova prospettiva al sito di viale Toselli”.


