“Basta con un discorso pubblico che legittima la cultura dello stupro”, presidio NUDM a Prato

NUDM Prato
Foto da Comunicato Stampa

NUDM Firenze  torna in piazza oggi con un presidio davanti al bar  “Pancaffè” di via del Seminario a Prato, recentemente preso in gestione da Marco Camuffo, uno dei due ex- carabinieri condannati in primo e in secondo grado per lo stupro delle due studentesse americane avvenuto nel settembre 2017.

Non Una di Meno torna in piazza a Prato, con un presidio che si terrà oggi alle 12 davanti al bar “Pancaffè”, uno dei due ex- carabinieri condannati in primo e in secondo grado per lo stupro delle due studentesse americane avvenuto nel settembre 2017.

“Come Non Una di Meno sentiamo il dovere di prendere parola su quanto avvenuto a Prato nelle ultime settimane. Da quando abbiamo deciso di scendere in piazza, a seguito delle tremende dichiarazioni rilasciate a TV e giornali da parte di Camuffo, in molti si sono sentiti in dovere di prendere parola. Crediamo che denunciare, la narrazione tossica dello stupro e l’utilizzo di tale atto come mezzo propagandistico per la propria attività, sia un doveroso e necessario mezzo di cambiamento che abbiamo a disposizione se non vogliamo continuare ad essere vittime di tali violenze”, spiega il movimento femminista.

Il presidio è stato al centro di polemiche anche da parte delle istituzioni e  dei penalisti della Camera Penale di Prato come “una giustizia dei forconi” non essendo Camuffo condannato ancora in Cassazione.

NUDM Firenze replica”Ci colpiscono le tardive dichiarazioni del sindaco Biffoni che non condannano quanto detto da Camuffo, nonostante due gradi di giudizio lo riconoscano come stupratore, ma esprimono perplessità sulla nostra presa di parola come se il suddetto Camuffo avesse in qualche modo saldato il suo conto non si capisce bene quando. Ci colpisce anche come differenti consigliere (decisamente meno pavide nell’identificare il problema, a differenza di Biffoni) abbiano avuto bisogno che si aprisse il caso mediatico prima di condannare la violenza di genere senza, però, porre l’accento sulle risposte che chi
ricopre ruoli istituzionali potrebbe dare concretamente: maggiori finanziamenti a CAV e Consultori, solo per citarne alcune. Certo è che avremmo “alzato” meno la voce se i media locali non avessero abusato di una retorica tanto tossica e strisciantemente razzista facendo passare Camuffo per un rispettabile imprenditore pratese che si fa spazio in un mondo del commercio in mano alla comunità cinese”, conclude il movimento femminista
“Su queste testate il fatto che abbia stuprato (indossando una divisa) diventa un errore di percorso. Noi sabato saremo davanti al Pancaffè perché troviamo necessario e doveroso rompere la narrazione della vittima sola e silenziosa”.

Sentiamo l’intervista a Sara di NUDM Firenze

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