Mer 24 Apr 2024

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Banche: Cgil Toscana, crisi passata ma ora riorganizzazione

Rischio penalizzazione zone periferiche paese.

“Ci siamo voluti chiedere se il mondo del credito, anche in Toscana, abbia superato lo tsunami della crisi, e sia davvero fuori dal tunnel. La risposta è che abbiamo superato il periodo peggiore, ma i processi di riorganizzazione anche pesanti non sono finiti e ci sono
chiusure di filiali che, pur se governate da accordi sindacali, creano un vuoto nelle zone periferiche, determinando vere e proprie periferie sociali, visto che ad essere colpiti sono i
soggetti più deboli come gli anziani che hanno meno dimestichezza con le pratiche digitali”. Lo ha detto il segretario di Fisac Cgil Toscana Daniele Quiriconi, intervenendo oggi a un convegno a Firenze organizzata dal sindacato sul tema delle banche.

Tra gli intervenuti, spiega una nota anche Eliano Omar Lodesani, chief operating officier Intesa Sanpaolo, Matteo Spanò, presidente della Federazione toscana Bcc, e Agostino
Megale, segretario generale Fisac Cgil. “Si parla dei nuovi modelli di banche, degli ologrammi al posto dei lavoratori, della sparizione dei cassieri, delle attività in remoto – ha
aggiunto Quiriconi -: dalla Toscana vogliamo lanciare una riflessione su dove si vuole andare. Nella nostra regione le imprese hanno in media 2,19 dipendenti: chi farà consulenza sul credito a queste aziende sottocapitalizzate e bisognose di un rapporto stretto con la persona, con il lavoratore del sistema bancario? Infine, nuovo modello di banca significa per noi anche superare l’esasperazione di certe politiche commerciali. Questi sono problemi veri, da non affrontare in maniera sbrigativa”.

La Toscana, è stato ricordato, “ha pagato un prezzo alla riorganizzazione e al salvataggio di importanti istituti, che hanno profondamente segnato il profilo del settore: quasi 3 mila
dipendenti in meno in un biennio, quasi 10 mila in un decennio, grazie soprattutto ai prepensionamenti, 200 sportelli in meno solo nel periodo 2017-2018 tra quelli già chiusi e quelli che chiuderanno”.

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